DISTRETTO ROSSANO-CORIGLIANO, SERVE ATTO DELIBERATIVO

Ci fidiamo delle buone intenzioni di Mascaro e Geraci, ma è opportuno formalizzarle

Servizio sanitario nella Sibaritide e diritto alla Salute, serve una class action dei Sindaci e dei Consigli comunali delle città di Rossano e Corigliano per chiarire in modo inequivocabile con la Regione la distribuzione dei distretti sanitari in Provincia di Cosenza. Positiva la presa di posizione di Mascaro e Geraci. Ma è opportuno che le buone intenzioni si concretizzino in fatti. Pertanto, si porti subito all’approvazione delle due Assemblee civiche un deliberato con il quale si invita il Governatore Oliverio, il Commissario Scura ed il direttore generale dell’Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, a rielaborare l’Atto aziendale, prevedendo un unico distretto tra Rossano e Corigliano.

 

È quanto chiedono i Consiglieri comunali, Giuseppe Antoniotti e Antonio Barone, insieme al direttivo del movimento civico Rossano Prima di Tutto, invitando i Sindaci delle due Città dell’Area urbana Corigliano-Rossano a determinarsi di conseguenza.

 

La prospettiva di un’unica grande città della Sibaritide fa paura ai potentati politici cosentini. Lo avevamo detto in campagna elettorale e lo ribadiamo oggi: c’è qualcuno che in modo subdolo, ad ogni buona occasione prova a contrastare il progetto della fusione, studiando azioni dissuasive e disgreganti. La strampalata decisione di dividere i distretti sanitari di Rossano e Corigliano, così come il colpo di mano Adamo-Loiero-Pacenza che nel 2007 in una notte cancellarono l’allora Asl di Rossano, altro non è che il segno tangibile di questa ingerenza continua mirata a demolire gli equilibri dell’Area urbana.

 

È evidente che, purtroppo, a questo disegno losco sono piegate supinamente ben distinte aree politiche del nostro territorio. Ed è per questo che è necessario dare un segnale forte e di unità. Affinché alle parole e alle buone intenzioni seguano i fatti.

 

Pertanto, chiediamo ai sindaci di Rossano, Stefano Mascaro, e di Corigliano, Giuseppe Geraci, di proporre ai rispettivi Consigli comunali l’approvazione di una delibera ad hoc, magari in forma congiunta, attraverso la quale si chiede alla Regione Calabria, al Commissario ad acta per la Sanità e alla direzione generale dell’Asp di rivedere l’Atto aziendale prevedendo e ridisegnando un unico distretto Rossano-Corigliano.

 

Sarebbe, questo, l’unico modo per avere garanzie sul mantenimento dei servizi sanitari e sul loro potenziamento futuro, non solo nell’ottica di un’unificazione municipale delle due città della Sibaritide, ma anche nella prospettiva del mantenimento dello Spoke e della realizzazione del nuovo ospedale e dei servizi ad esso collaterali. Del resto, la Regione ha il dovere di dare rassicurazioni, non più a parole ma nei fatti. Se è vero – come è vero – che la parabola dei disservizi sanitari continua quotidianamente a crescere verso l’infinito. Con una risonanza magnetica montata a Rossano, ma mai entrata in funzione (forse per favorire gli interessi di qualche privato?); i pronto soccorso del Giannettasio e del Compagna sempre più in difficoltà per la continua carenza di organico e strumentazione; e da ultimo lo spauracchio della chiusura di unità operative essenziali per la sopravvivenza degli ospedali come i laboratori analisi di Rossano e Corigliano, il centro trasfusionale e l’unità di anatomia patologica di Rossano. Atti gravissimi a cui bisogna categoricamente porre rimedio. ©CMPAGENCY

 
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