Davide Nicola: un vero sportivo

L’emozione che sta suscitando tra tanti il viaggio in bicicletta da Crotone a Torino del tecnico dei rossoblu, Davide Nicola, é davvero vera, profonda e inaspettata. Sono numerose le persone che l’aspettano e l’abbracciano con affetto ad ogni tappa.

L’allenatore degli “squali” ha mantenuto la promessa, fatta quando il Crotone era piuttosto lontano dallo sperare nella miracolosa salvezza, raggiunta all’ultima giornata del campionato di calcio di serie A con una prova di grande carattere.

Adesso c’è da pedalare di gran lena lungo la penisola in un viaggio duro che prevede ben dieci tappe senza alcuno sconto e con un messaggio chiaro da portare in giro per l’Italia a tifosi, appassionati e gente comune. Persone di tutte le età.

La vita é un bene prezioso da tutelata in ogni modo, rispettando il prossimo e vivendola con lealtà, onestà e altruismo. Valori che ti rendono ricco e che ti aiutano a non appiattirti sugli insignificanti luoghi comuni che generano una società non tanto sana. E poi i sogni ai quali va riservata un’attenzione particolare e cui bisogna credere sino in fondo, dedicando ad essi attenzione e perseveranza nel volerli raggiungere.

Il tour segnerà passaggi importanti che aiuteranno a far riflettere anche su quelli che sono i valori dello sport e quanto essi siano importanti per costruire comunità sempre più serene e rassicuranti.

L’allegria e la brillantezza di Davide Nicola sono contagiose e saranno le qualità essenziali, affinché chi lo incontrerà in questa impresa non potrà fare a meno di complimentarsi con uno sportivo cui la vita ha inferto un dolore insopportabile, come la tragica perdita di un figlio appena quattordicenne in un incidente stradale.

E lui che fa? Si sente in debito e vuole restituire alle persone sentimenti veri e sentiti che possano alimentarsi e diffondersi tra i molti. Un modo forse non troppo comune nel mondo del professionismo sportivo, specialmente in quello del calcio.

Chissà se il senso di questo inconsueto viaggio riuscirà a rompere certe mura dietro le quali si nasconde ancora, ahimè, un mondo troppo povero e scipito di valori. Forse qualcuno dovrà pure capirlo a partire dai più giovani che devono comprendere che la pratica sportiva serve pure a sconfiggere i mali oscuri della società d’oggi, ma per farlo occorre la consapevolezza di tanti.

Nicola Campoli

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