Come alimentare la vocazione turistica di Cariati

E' tempo di affrontare il come realizzare e far avanzare il progetto nel medio/lungo periodo

Più volte, in questo inizio di campagna elettorale per le prossime amministrative, abbiamo ascoltato dai tre candidati Sindaci, e anche possibili eletti alla carica di Consigliere, della necessità di alimentare la vocazione turistica di Cariati.

Sin qui non fa una piega. Al contrario, forse si dovrebbe affrontare con più specifiche argomentazioni il come realizzare e far avanzare il progetto nel medio/lungo periodo, affinché cambi in parte la prospettiva economica del Paese.

Ebbene Cariati, e concordiamo con l’assunto dei tanti, ha dalla sua una spiccata potenzialità turistica. Grazie alla risorsa mare, allo splendido circondario, al ben tenuto centro storico e al notevole spaccato paesaggistico.

Superando a piedi pari, per l’ovvietà della considerazione, che la prossima amministrazione comunale debba migliorare accoglienza, infrastrutture e servizi, diventa strategico puntare a entrare in progettualità specifiche che possano portare a Cariati risorse economiche “fresche”, come quelle che rientrano nella programmazione europea 2014/2020.

L’interazione con la Regione Calabria diventa strumentale per stimolare gli amministratori regionali ad acquisire la consapevolezza che questa parte della costa ionica ha tutte le premesse, affinché si costruisca un progetto turistico integrato, cui in primis devono crederci i rappresentanti regionali.

Ancora prima di tutto ciò, serve però che gli operatori locali, unitamente ai nuovi vertici del Comune, avviano un percorso reciproco di dialogo/ascolto. Serve che si pianifichi una proposta di offerta turistica sistematica e integrata che sposi qualità/quantità locali.

L’offerta turistica deve comportare una strategia coordinata e condivisa da tutte le parti economiche e sociali dell’area, attraverso un’integrazione armonica per rispondere in maniera concreta alla valorizzazione e tutela del potenziale turistico locale.

Una offerta che deve comunicare una immagine univoca, una specificità e peculiarità del territorio non imitabile; un prodotto turistico con vari ingredienti opportunamente dosati.

Questa immagine deve essere qualificata da un marchio che identifichi tutti i servizi e prodotti che rispondano a determinati requisiti di qualità.

Un’identità e funzionalità di sistema, caratterizzata da una immagine coordinata simbolo della varietà, qualità ed efficienza dei servizi offerti.

Infine, bisogna comprendere, insieme, a chi ci si vuole rivolgere come potenziali clienti/turisti e come allungare la stagione turistica, ormai ridotta al lumicino.

Non resta che parlarsi, ma non addosso.

Nicola Campoli

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