chiusura delle scuole di ogni ordine e grado

Continua l’emergenza rifiuti in tutto il Basso Jonio cosentino: tonnellate e tonnellate di immondizia giacciono da un mese ad ogni angolo di strada, e finanche dinanzi agli uffici pubblici ed alle scuole. Ora, il problema sembra stia assumendo le sembianze di una guerra fra poveri: sindaci contro sindaci; amministratori locali contro provincia e regione; associazioni ambientaliste contro tutti. E i cittadini? I cittadini fanno di necessità virtù e scrollano, nauseati, le spalle: “Noi abbiamo problemi di sopravvivenza – spiegano i residenti del quartiere cariatese di San Paolo – e queste cose ci sono lontane anni luce, anche se, ovviamente, siamo indignati dello spettacolo indecoroso che offre la nostra città. Sono i signori politici che devono cercare soluzioni. Noi, d’altra parte, nonostante la tremenda crisi, la tassa sulla spazzatura la paghiamo”. Ma c’è qualcuno, esasperato, che nottetempo da fuoco alla “monnezza”: gli incendi non fanno più notizia, e brucia anche il confronto istituzionale che coinvolge comuni, provincia e regione. I sindaci del Basso Jonio si sono incontrati a Mirto Crosia per concertare azioni comuni. Proprio durante quell’incontro arriva una disposizione che “apre” la discarica di Cassano allo Jonio anche ai Comuni non inseriti nel protocollo d’intesa siglato ai tempi col Commissario straordinario all’emergenza rifiuti Speranza. L’allarme sembra rientrare ed i primi cittadini tirano un respiro di sollievo, anche se sul tappeto rimane la questione della discarica di Scala Coeli, già pronto all’uso ma mai entrata in funzione per le posizioni oltranziste di comitati, associazioni ed istituzioni. In sostanza, i sindaci del Basso Jonio, come spiega il primo cittadino di Terravecchia, Mauro Santoro, hanno più contezza del caso “Scala Coeli” e non transigono: “Noi non abbiamo potere in materia. Abbiamo già espresso e documentato le nostre perplessità. Adesso tocca alla Regione”. Intanto, nel batti e ribatti delle diverse “anime”, il territorio affonda letteralmente nella monnezza e se da oggi il problema dovesse lentamente rientrare nella “norma”, la questione si ripresenterà pari pari fra qualche mese, giacché è l’intero sistema del ciclo dei rifiuti ad essere al collasso, almeno in questo lembo di Calabria. Urgono, dunque, decisioni rapide e definitive: gli strumenti ci sono. Tanto per mettere benzina sul fuoco, i sindaci di Cariati, Filippo Giovanni Sero, e di Crosia, Gerardo Aiello, hanno emesso analoga ordinanza con la quale si dispone la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nei territori di competenza fino a tutto il 21 gennaio prossimo. A Cariati, scrive il Sero, “si segnala la giacenza di 450 tonnellate di rifiuti” che determinano un stato “di vero e proprio disastro ambientale” il quale “aggrava il rischio per l’igiene e la salute pubblica”. Il Commissario Speranza ha autorizzato il Comune a conferire 25 tonnellate giornaliere di rifiuti presso l’impianto di Bucita, ma la gravità della situazione permane, per cui il sindaco di Cariati ha disposto che l’impresa affidataria della raccolta “proceda, in via prioritaria, alla rimozione dei cumuli di rifiuti ed alla disinfettazione e risanamento delle arere di giacenze innanzi agli istituti scolastici, gli edifici pubblici, gli esercizi commerciali e ogni altro sito di particolare criticità”.

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