CARIATI È … AL BUIO! SALVATI: APRIRE UN CONFRONTO SERIO, LEALE E COSTRUTTIVO SUI SERVIZI COMUNALI

Sono trascorsi più di cento giorni dalle mie dimissioni da assessore comunale e, purtroppo, devo constatare che l’erogazione dei servizi comunali essenziali non è certamente migliorata. Anzi! Mi riferisco al servizio di spazzamento, interrotto ormai da tempo, al servizio idrico, la cui rete e qualità dell’acqua non sono eccelse, ai servizi cimiteriali, sostanzialmente inesistenti, alla manutenzione delle strade, carente, al servizio di illuminazione pubblica, insufficiente, alla raccolta differenziata, avviata solo sulla carta, tralasciando il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, che non viene espletato ormai da molti giorni per cause non imputabili all’Amministrazione comunale. Ebbene, solo per fare un esempio, voglio porre l’attenzione sulla rete di PUBBLICA ILLUMINAZIONE. Basta fare un giro per le vie, principali e secondarie, del nostro Comune per rendersi conto che molte zone – da diverso tempo – sono completamente o parzialmente al buio, con notevole disagio per i cittadini che, seppure per giustificate ragioni di Bilancio non hanno potuto godere durante le recenti festività natalizie della particolare atmosfera di festa a causa della mancanza di luminarie, non meritano di trovarsi, in questo freddo inverno, al buio o con strade illuminate da una fioca luce, che non permette nemmeno di vedere a breve distanza, contribuendo così ad aumentare quel senso di interiore scoramento. A dimostrazione di ciò, basti pensare che lungo la SS 106, nel centro abitato, vi sono 45 corpi illuminanti non funzionanti su un totale di 150, in via Verga 13 su 22, in via Provinciale 10 su 25. Per non parlare, poi, del lungomare C. Colombo – viale (l’unico) in cui solitamente si passeggia – dove vi sono 6 plafoniere con lampadina a basso consumo e non a Led, mentre 8 plafoniere funzionano solo con 5 Led, 18 con 10 Led, 23 con 15 Led, 18 con 20 Led e solo 10 plafoniere funzionano regolarmente con 25 Led originari. Eppure, nonostante la riduzione della spesa pubblica, si sborsano diverse migliaia di euro per l’acquisto di materiale elettrico (lampadine, cavi, ecc.). Sarà pure colpa della grave crisi finanziaria che vive il nostro Comune, determinata in parte anche dalla riduzione dei trasferimenti dello Stato. Tuttavia, è alquanto riduttivo e semplicistico giustificare l’attuale situazione di disservizi o, comunque, di servizi qualitativamente ben al di sotto dello standard di un normale paese civile con la diminuzione delle entrate e l’esigenza del contenimento della spesa pubblica. Sono stato sempre convinto – anche nel periodo in cui ho ricoperto la carica di assessore comunale – che per garantire l’efficienza dei servizi comunali occorrono, oltre all’ottimizzazione dei mezzi finanziari disponibili ed all’eliminazione degli sperperi, anche una seria programmazione ed una razionale organizzazione delle risorse umane. Appare ovvio, pertanto, che occorre intervenire e prontamente. Mi auguro – anzi sono certo – che pure in questo fondamentale settore, l’Amministrazione comunale saprà procedere in tempi celeri ad una opportuna riorganizzazione che, purtroppo, non mi è stata possibile avviare da assessore (non certamente per mie mancanze o colpe – com’ è noto) e che costituisce uno dei punti principali del programma amministrativo della nostra lista “ViviAmo Cariati – Insieme”. Invito, perciò, il Sindaco ed il resto della maggioranza ad aprire un confronto serio, leale e costruttivo sulla gestione dei servizi comunali, anche in considerazione della prossima istituzione della TARES (Tassa sul servizio di igiene ambientale, illuminazione pubblica e manutenzione delle strade), convinto come sono che solo attraverso il miglioramento dei servizi si può elevare la qualità della vita dei cittadini ed il decoro urbano nel prioritario interesse di Cariati e della collettività, adempiendo così ad un impegno politico – e prima ancora ad un dovere morale – che come consiglieri ed amministratori comunali siano chiamati ad assolvere. SERGIO SALVATI Consigliere comunale

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