C’ERA UNA VOLTA A CALOVETO… UN BAMBINO PIÙ VELOCE DEI SUOI SOGNI!

Dal cuore della Calabria alla visione del futuro: Natale Acri, giovane di Caloveto firma uno dei sei prototipi sportivi nati dalla collaborazione tra IED e Dallara

Natale Acri

C’era una volta, tra le colline silenziose della Calabria, un bambino che correva. Correva tra le strade del suo paese, tra disegni scarabocchiati su un quaderno e visioni di auto che ancora non esistevano. Correva più veloce di tutti, anche dei suoi pensieri. Quel ragazzo si chiama Natale Acri (22enne) e da Caloveto è arrivato a Torino, allo IED -Istituto Europeo di Design- dove ha conseguito la laurea in “Transportation Design” (Design del Trasporto) lo scorso mese di giugno e sta già scrivendo il futuro!

Oggi non si limita a disegnare automobili: le immagina. E domani, molto presto, potrebbe anche costruirle.

La sua è una storia di determinazione, talento e visione. Un sogno che affonda le radici nel Sud più autentico, ma guarda dritto al cuore pulsante dell’ingegneria automobilistica italiana. E, in particolare, a Dallara, marchio simbolo dell’eccellenza meccanica e sportiva del nostro Paese.

In questi giorni, sei prototipi radicalmente diversi sono stati presentati come tesi di laurea dagli studenti del Triennio in Transportation Design dello IED Torino. Progetti audaci, originali, affascinanti. Al centro, un’unica missione: immaginare l’auto sportiva stradale del futuro, nel pieno rispetto del DNA di Dallara: leggerezza, efficienza, semplicità, sicurezza e puro piacere di guida.

E tra queste visioni c’è anche quella nata dal talento calabrese: ICARO! Un progetto che unisce passione, tecnica e creatività. Una visione che prende il passato e lo spinge avanti a cento all’ora, anzi, a tutta velocità.

Un nome evocativo scelto da Natale che parla di ambizione, di libertà, ma anche di controllo e precisione. L’idea? Trasformare il pilota in parte integrante della macchina. Un’estensione del mezzo, non più solo il suo conducente.

I materiali sono leggeri, quasi impalpabili. Le superfici trasparenti. Le appendici meccaniche si muovono come le ali di una libellula e rispondono direttamente ai gesti del guidatore. L’ispirazione arriva dal Concorde, dai jet da combattimento, dalle forme aerodinamiche degli ultraleggeri, dalle strutture organiche di Calatrava. Un’auto che non si guida soltanto. Si vive.

E se oggi il calabrese Antonio Fuoco guida vetture che sfrecciano ai confini della velocità, domani, ragazzi come Natale potrebbero progettarle. È questo il cerchio virtuoso che si sta chiudendo: una Calabria che non è più soltanto terra di partenza, ma anche fucina di talento, di creatività, di giovani che sanno trasformare il sogno in progetto.

Perché il design, oggi, è visione. Ma anche radici. E in quei prototipi firmati IED c’è anche un po’ di vento del Sud, un po’ di quella determinazione che nasce solo quando cresci dove la fatica è normale e il successo una conquista.

Il progetto di Natale Acri come tutti quelli nati da questa collaborazione tra IED e Dallara, dimostra una cosa semplice ma potente: quando l’ingegno dei giovani incontra l’esperienza dei maestri, succedono cose straordinarie.

E noi, da qui, da Caloveto, guardiamo questi ragazzi con orgoglio. Perché se è vero che volare troppo in alto può essere pericoloso, è anche vero che restare fermi a terra, per paura, è il vero fallimento!

E allora vola Natale! Con le tue idee, i tuoi schizzi, le tue prove. Vola basso, se serve, ma vola. E non smettere di correre!

 

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