CARIATI. SANITÀ, NELLE SCELTE PREVALGA CRITERIO MERITO

COMUNICATO STAMPA N.194 – FONTE: COMUNE DI CARIATI (Cs) – 9.11.2020


GRECO RILANCIA APPELLO CONFERENZA EPISCOPALE CALABRESE

Cariati (Cs), lunedì 9 novembre 2020 – Autonomia, competenza, merito e capacità professionale siano i soli ed unici criteri nella scelta del commissario ad acta. La politica rimanga fuori da queste logiche che non portano ad altro che ad un affossamento della già precaria situazione sanitaria regionale. I calabresi, al pari di tutti gli altri italiani, non sono cittadini di serie B.

È quanto dichiara il Sindaco Filomena Greco facendo proprio e rilanciando l’appello della Conferenza Episcopale Calabra presieduta dall’Arcivescovo metropolita di Catanzaro – Squillace, Vincenzo Bertolone al Governo Nazionale contenuta nella missiva che riassume nel titolo tutto il suo senso: Per amore della Calabria.

Undici anni di commissariamento – aggiunge il Sindaco – sono tanti, troppi se si pensa ai risultati che non sono mai arrivati, ad un Piano di rientro che non ha prodotto benefici per la sanità regionale e per i cittadini di questa terra che anzi, si sono visti portare via, giorno dopo giorno, opportunità e servizi. Ancora oggi per tanti di loro le strade da percorrere si riducono a due: rinunciare alle cure o emigrare in altre regioni. Alternative, queste – conclude la Greco – che hanno inevitabili ripercussioni sociali ed economiche, con disagi ed aumento dei costi e dei debiti.

Condividiamo con il Presidente della CEC la necessità non più rinviabile che le istituzioni ad ogni livello, ad iniziare dal Governo nazionale, rendano conto del proprio operato e, al tempo stesso, contribuiscano a definire nel breve e medio termine percorsi certi, senza interferenze, tenendo conto delle reali esigenze dei territori. L’istituzione della zona rossa in Calabria – continua il Sindaco – ha evidenziato l’esigenza di mettere fine soprattutto di fronte all’emergenza pandemica, all’inadeguatezza e alla precarietà dei presidi ospedalieri carenti in strumenti, posti letto e personale.  I calabresi si sono comportati con prudenza e responsabilità. È giusto che vengano ripagati con i servizi che spettano loro di diritto.

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