■Antonio Loiacono
Le parole scritte molti anni fa da Alessandra Perziano, poetessa crotonese dalla voce profonda e sensibile, sono oggi più vive che mai. Tornano a graffiare, a commuovere, a scuotere le coscienze. “Seme selvaggio”, poesia nata da un’urgenza intima e civile, si è trasformata in canzone, danza, immagine e cinema: un progetto artistico dirompente che sarà presentato tra fine maggio e inizio giugno, portando in scena la bellezza che nasce dal dolore.
“Da una mia poesia, scritta molti anni fa, è nata una canzone” – racconta Alessandra – “e ora stiamo realizzando un video, che sarà presto condiviso con il pubblico.”
Ma “Seme Selvaggio” non è solo un testo poetico. È una ferita collettiva che prende voce. È la storia cruda e necessaria di uno stupro, dell’azione cieca e brutale di un branco che, come dice il testo, “divora la carne” della vittima. È il coraggio di raccontare l’orrore, senza orpelli, con tutta la forza dell’arte e della verità.
A dare nuova linfa e respiro alla poesia è Valentina Carvelli, voce del gruppo Astiokena, che con il suo talento musicale e interpretativo ha trasformato i versi in un canto potente, emotivo, vibrante. Le note e le parole si intrecciano in un racconto che lascia senza fiato.
Il video è in fase di realizzazione sotto la guida del regista Fabio Mancuso della CineIsola Production, e vede la collaborazione di artisti e professionisti che hanno scelto di mettersi in gioco per una causa che tocca tutti. Le ballerine de La Isla Academy ASD portano in scena i movimenti della fragilità e della rinascita, mentre la danzatrice e attrice Olga Poljanskaja interpreta la protagonista: il corpo e lo spirito di una donna violata, ma non spezzata.
“L’arte e la natura creano luoghi di bellezza, ispirazione e consapevolezza, dove l’anima trova la giusta dimensione” – scrive Alessandra Perziano – e in questa frase c’è tutto il senso del progetto.
“Seme Selvaggio” è poesia che si fa cinema, che si fa denuncia, che si fa speranza. Perché se è vero che la violenza contro le donne è ormai una tragica emergenza sociale, è altrettanto vero che l’arte può essere una risposta alta e collettiva. Non per dimenticare, ma per guardare in faccia il dolore e trasformarlo in luce.
Parole, musica e danza si fondono in uno spazio senza tempo. Uno spazio dove la storia della protagonista – e con lei quella di tante, troppe donne – “pretende di essere raccontata”.
E così accade: attraverso i versi, gli sguardi, i gesti armoniosi, nasce una nuova aurora, una promessa di rinascita che Alessandra Perziano ci regala con la sua voce poetica e coraggiosa.

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