■Antonio Loiacono
Ancora sangue sull’asfalto della Strada Statale 106 “Jonica”, teatro di un violento incidente avvenuto nelle scorse ore al chilometro 298,800, in contrada “Tramonti”, nel territorio comunale di Cariati. Un’automobile e una motocicletta si sono scontrate in circostanze ancora da chiarire, provocando il ferimento di due persone. Le loro condizioni hanno richiesto l’intervento dell’elisoccorso, mentre sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco, le squadre Anas e le Forze dell’Ordine, con Carabinieri e Polizia Stradale impegnati nella gestione dell’emergenza e nella regolazione del traffico, completamente bloccato in entrambe le direzioni.
Nel tratto interessato, la circolazione è stata interrotta per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza del sito. Ennesima tragedia sfiorata, dunque, su una delle arterie più pericolose del Sud Italia, tristemente nota come “strada della morte”.
La SS106, che collega l’intera fascia jonica calabrese, da anni è oggetto di denunce e appelli per l’elevato numero di incidenti, spesso mortali. Una strada a scorrimento veloce solo sulla carta, in realtà stretta, con lunghi tratti a una sola corsia per senso di marcia, curve pericolose, accessi a raso e segnaletica carente. Un’infrastruttura vecchia, inadeguata e abbandonata, che continua a mietere vittime tra automobilisti, motociclisti e pedoni.
Le comunità locali, da tempo, chiedono con forza investimenti strutturali, ammodernamenti e interventi urgenti per garantire la sicurezza di una tratta vitale non solo per il traffico locale, ma anche per il turismo e l’economia dell’intera regione. Tuttavia, la politica nazionale e regionale sembra procedere a rilento, tra annunci, promesse e rinvii.
L’incidente di oggi, l’ennesimo, è un drammatico promemoria di quanto sia urgente e non più rinviabile un intervento serio e risolutivo. Non si può continuare a contare i feriti e i morti in attesa di progetti futuri. La SS106 ha bisogno di sicurezza. La Calabria ha bisogno di rispetto.
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