Lasciatemi cantare; c’è poco da esser fiero.
Sono un italiano…
Buongiorno Italia fatta di regioni,
padani sopra e un po’ più giù i terroni;
dove chi vuole comandare
tiene sempre in caldo la riforma elettorale.
Buongiorno Italia piena di partiti
e di progetti mai ben definiti;
e di miliardi spesi al vento,
e l’inflazione conta molto meno del pallone.
Buongiorno Italia non so come sia
che intorno c’è tutta quest’allegria.
O sono io?
Ma sì, sarò matto io.
Lasciatemi cantare per quanto sembri strano:
lasciatemi cantare, tanto mica andrò lontano.
Lasciatemi cantare; c’è poco da esser fiero;
sono un italiano…
incazzato nero.
Buongiorno Italia dell’inquinamento
e dove i treni viaggiano a rilento
dove le cose poi non vanno tanto male
purché faccia gol la Nazionale.
Buongiorno Italia che leggi giuliva
il lunedì la pagina sportiva,
dove chi fuma fa il seccato
se gli fai notare che fumare qui è vietato.
Dove le pagano sempre gli stessi
le tasse, sì, sempre gli stessi fessi.
O sono io?
ma sì, sarò matto io.
Lasciatemi cantare per quanto sembri strano:
lasciatemi cantare, tanto mica andrò lontano.
Lasciatemi cantare; c’è poco da esser fiero.
Sono un italiano
incazzato nero.
Con questa parodia de L’Italiano di Toto Cutugno ho ceduto al pessimismo della ragione. Ma bisogna fare appello all’ottimismo della volontà, e dunque, cari lettori di Cariatinet.it, speriamo nel futuro e buona festa della Repubblica.
Giuseppe Riccardo Festa
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