INTERVISTA IMMAGINARIA (MA NON TROPPO) A UN MINISTRO IMMAGINARIO (O QUASI)

Signor Ministro, qual è la sua opinione sul futuro del nostro Paese?

Non mi perito di rispondere a una siffatta domanda, tuttavia premettendo che, laddove si voglia individuare una prospettiva, è sostanzialmente pregiudiziale l’assunzione di un angolo visuale non asfittico, peraltro tenendo nella debita considerazione le non univoche proiezioni che una visione distorta e non correttamente orientata potrebbe ingenerare, così producendo una ingannevole e non soddisfacente Weltanschauung, che poi inevitabilmente incide sulla visione proposta, sia nei suoi aspetti generali che, restringendo il campo visuale, sui più minuti dettagli.

Mi scusi, signor Ministro, ma non ho capito l’ultima parola.

Come lei può senz’altro intuire, la molteplicità dei parametri può ingenerare una perniciosa alterazione delle valutazioni, in tal modo producendo un disequilibrio nel paradigma di riferimento e consequenzialmente determinando, a causa delle inevitabili discrasie, un rovesciamento dei rapporti causali. E questo, mi consenta, non sarebbe accettabile.

Se lo dice lei…

Non solo! Si prenda ad esempio l’alterazione concettuale ingenerata, or non è guari, dall’ingiustificata e proditoria migrazione verso altri lidi di soggetti precedentemente associati ai modelli di comunicazione di pubblica pertinenza…

Sta parlando di Amadeus o di Corrado Augias?

Perché, dobbiamo chiederci, in luogo di un soddisfacente sinallagma, che crei le premesse di una positiva e oserei dire costruttiva sintonia tra le parti interessate, si persegue caparbiamente  una visione ontologica non convergente, tale per cui diventa inevitabile un rapporto troppo dialettico fra i soggetti coinvolti che potrebbe ingenerare situazioni conflittuali? È una domanda da porci.

Eh già, come disse il maiale, è proprio una domanda da porci. La ringrazio, signor ministro.

Accolgo con soddisfazione la sua condivisione di quanto ha formato l’oggetto dell’esposizione del mio pensiero e le rivolgo di conseguenza l’espressione del mio non simulato gradimento dei pur complessi quesiti da lei postimi, che esigevano profonda riflessione ma comunque risposte di cristallina chiarezza e semplicità.

Si figuri, è stato un piacere. Grazie soprattutto per la cristallina chiarezza e la semplicità.

Giuseppe Riccardo Festa

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