6 BANDIERE BLU NELLO STESSO TRATTO COSTIERO. STASI: ECCO UN PRIMO VALORE AGGIUNTO PER LA SIBARITIDE COME DESTINAZIONE TURISTICA 

CARIATI (Cs), venerdì 23 maggio 2025 – Le 6 bandiere blu riconosciute nello stesso tratto di costa ionico cosentino, un record forse non solo regionale ma nazionale, di sicuro un risultato storico al quale dobbiamo e sapremo farne seguire altri, per la Sibaritide significa e rappresenta di fatto un primo tassello, un primo valore aggiunto condiviso, narrabile e spendibile della costruenda Destination Management Organization (DMO) alla quale per la prima volta nella storia pubblica dei nostri territori e dell’intera regione stanno pensando e lavorando concretamente oltre 40 amministrazioni comunali.

 

CONCLUSO A CARIATI IL TOUR PROPOSTO PER LA DMC DI MICHELE ABASTANTE

Lo ha sottolineato il Sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, chiudendo la serie di interventi e contributi che hanno arricchito la quinta ed ultima tappa di Destinazione Sybaris, il format di confronto territoriale presentato come un itinerario pensante della Sibaritide, ospitato nei giorni scorsi dal Museo del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni (MuMaM), nella Cittadella Fortificata Bizantina di Cariati, Bandiera Blu 2025.

 

LABONIA (PIETRAPAOLA): PRODOTTO TERRITORIALE, CONTENUTI E STRUMENTI

Coordinati e sollecitati dal comunicatore strategico e lobbista Lenin Montesanto, insieme a Michele Abastante, ideatore della Destination Management Company (DMC) Sibaritide Turismo che si è detto soddisfatto per le adesioni, la sensibilità e l’attenzione nuove registrate e raccolte tappa dopo tappa, rispetto all’opportunità di organizzarsi e promuovere unitariamente i servizi della costruenda destinazione turistico-esperenziale da narrare con nuovi metodi e obiettivi, insieme a Stasi, all’evento che ha concluso il tour informativo sono intervenuti anche il consigliere delegato ai turismi del Comune di Cariati Antonio Scarnato che ha portato i saluti del Sindaco Cataldo Minò, i sindaci Paolo Pignataro di Terravecchia e Manuela Labonia di Pietrapaola che hanno sottolineato la validità dello strumento proposto per rafforzare sinergie esistenti ed in progress e per offrire agli ospiti sui territori un quadro completo della proposta turistica dell’intera area nei diversi periodi. Dobbiamo concentrarci – ha scandito la Labonia – sul prodotto territoriale da comunicare e vendere, puntando prima sui contenuti e poi sugli strumenti di disseminazione più adeguati.

 

MA QUALE TERRA DI ACCOGLIENZA? STASI: ABBANDONIAMO I LOGHI COMUNI

Il punto di partenza condiviso per dare prospettiva ai nostri sforzi – ha aggiunto Stasi – è la necessaria consapevolezza che qualcosa fino ad oggi, evidentemente, non è andato per come ci si aspettava. Ma per proseguire sulla strada intrapresa dobbiamo avere il coraggio di fare scelte innovative e che non inseguano il facile consenso, a partire dall’abbandonare luoghi comuni come, tra gli altri, l’auto-descriverci retoricamente come terra d’accoglienza, quando è sotto gli occhi di tutti che manca un sistema organizzato di attrazione e di accoglienza turistica. Bisogna iniziare a mettere in campo capacità di narrazione, dobbiamo raccontare storie (come stiamo cercando di fare nella progettazione degli eventi identitari a Corigliano-Rossano) e fare capire la nostra identità distintiva al viaggiatore ed ospite. E dobbiamo continuare a farlo così come state e stiamo facendo dal basso perché – ha sottolineato il Sindaco di Corigliano-Rossano – non c’è purtropo alcuna visione e programmazione coerente da parte di una Regione Calabria che come confermano i ritardi sistematici nella predisposizione dei pochi bandi utili in tema di turismo continua a navigare a vista, senza alcuna strategia.

 

MONTESANTO (MID): DESTINATIONE TURISTICA COME CATEGORIA SPIRITO

Soprattutto per la Calabria, ormai obbligata più di altre regioni forse a dover fare i conti con le incrostazioni, anzi con la fissazione ideologica del turismo balenare, interpretato fino ad oggi come unica proposta ricettiva, anche solo parlare di destinazione – ha sottolineato Montesanto – significa mettere in atto un piccola rivoluzione culturale e di mentalità. In questo senso, la destinazione turistica come obiettivo diventa quasi una categoria dello spirito. Impone un ripensamento radicale per tutti gli attori socio-culturali, turistici ed economici.

 

IL DATO: IL SOLO TURISMO BALNEARE NON INCREMENTA PIL TERRITORI

Il viaggiatore esperienziale – ha aggiunto – non cerca perimetri ristretti. Parte motivato per vivere in tre o quattro giorni il maggior numero di esperienze possibili, se possibile irripetibili; esperienze che non può offrire un singolo comune. Il dibattito avviato sui territori e nella Sibaritide in particolare è molto interessante e positivo, spinge all’azione. C’è entusiasmo e ottimismo, quanto meno per il punto di partenza che pare largamente condiviso: se oggi non siamo una regione con numeri in termini di destagionalizzazione e di diversificazione dell’offerta turistica, significa che molto probabilmente il modello seguito, se modello possiamo definirlo, non è stato o comunque non è più utile. Il solo turismo balneare, laddove esistente, non incrementa il Pil dei nostri territori.

 

MERCATO AMPIO, SPAZIO PER TUTTI, SI PUÒ VINCERE, MA SENZA OICOFOBIA

Costruire una destinazione turistica impone a tutti gli attori, pubblici e privati, DMO e DMC, di saper intercettare a casa loro tutte le diverse motivazioni del viaggiatore contemporaneo. Il mercato globale dei turismi è ampio, c’è spazio per tutti. Si può competere vincere. Anche e soprattutto dalla Calabria. Ma solo con la propria identità distintiva. Senza oicofobia.

Views: 59

Puoi essere il primo a lasciare un commento

Lascia una risposta