Una riflessione positiva, per quanto mi riguarda, sulla video sorveglianza: Un positivo percorso di avvio al rispetto alle regole del buon vivere civile.

Nell’apprendere la notizia, sono tanti, residenti e turisti, che non hanno condiviso l’iniziativa della video sorveglianza sul lungomare e all’ingresso del centro storico, deliberata dalla Giunta Sero in sinergia con l’Ufficio di Polizia Municipale. Risparmio certamente qui i “colorati” commenti dei tanti amici turisti, ignari del provvedimento e che sono incappati nel controllo delle telecamere in questi primi giorni. In molti hanno commentato, che i poco più di ventimila euro, costo dell’importo destinato all’allestimento dell’impianto, forse si sarebbero potuti impegnare per tante altre priorità che il paese presenta. Che spenderli per una video sorveglianza, in uso per poco più di 15 giorni, é stata una decisione prettamente inutile. Forse si, forse no. Confesso di pensarla completamente al contrario. Di sicuro, dichiarando ciò, non mi attirerò probabilmente le simpatie dei lettori di cariativacanzealmare.it. Ho accolto di buon grado il progetto, che rappresenta un segnale di novità per l’intera comunità. Insomma, un positivo percorso di avvio al rispetto alle regole del buon vivere civile. Utile alla salvaguardia del patrimonio storico artistico e paesaggistico di Cariati. Oltre che al più accorto utilizzo degli Agenti di Polizia Municipale che possono, così, dedicarsi con altre forme al controllo del perimetro cittadino. Si tratta di una novità che avvicina molto Cariati alle più note località turistiche e non. Un passo importante verso un processo di innovazione e un nuovo modo di tutelare le bellezze endogene del territorio. Il progetto non deve dare l’idea di qualcosa che punti a perseguitare i cittadini. A coglierli in errore, per poi sanzionarli. Anzi. Lo scopo é quello di aiutare le persone al rispetto degli spazi comuni. Al loro migliore utilizzo, in particolare nelle ore di svago della giornata. Bisogna, però, che l’amministrazione comunale di Cariati non intenda la video sorveglianza come un punto di fine, bensì di inizio. Non deve affatto dare l’impressione di aver maturato un passo in avanti, per poi farne due indietro. Adesso, gradualmente, la video sorveglianza deve essere accompagnata da una rivisitazione della segnaletica stradale verticale e orizzontale, una toponomastica che abbia un senso, un controllo delle aree di sosta come anche dei divieti di transito e una viabilità stradale che sia lo specchio integerrimo di una comunità che mostri tutta la voglia di svoltare l’angolo e incamminarsi in direzione del cambiamento. Buon inizio. Nicola Campoli

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