di Marco Toccafondi Barni
– E’ stata la partita degli intrecci quella tra Francia e Marocco, ve ne sono decine e di ogni natura possibile e immaginabile: storici, geopolitici, etnici, politici, geografici, etc…
No, Francia – Marocco non né forse potrà mai essere una partita come altre, siamo oltre un derby, addirittura, in quanto sono troppi i nodi che legano insieme le due nazioni e di conseguenza anche le 2 Nazionali.
Francia e Marocco, infatti, sono e probabilmente saranno per sempre inevitabilmente legate, anche oltre quel che ci dice e ci fa vedere la geografia, piu’ di ciò che la storia racconta o che imporrebbe la geopolitica.
In un tempo che fu erano persino accomunate sotto un’ unica bandiera, mentre oggi sono forse ancora piu’ vicine per tante e forse troppe questioni: basti pensare che proprio in Francia vive la comunità marocchina più numerosa della terra con circa 2 milioni di persone. Tanti di loro, poco importa se ancora calciatori in erba, giovani promesse oppure ancora bambini che semplicemente giocano a pallone in strada, fino a qualche anno fa anelavano solo di poter vestire in Bleus, ovvero indossare la maglia della nazionale francese di calcio, invece attualmente l’orgoglio delle origini comincia a far intravedere qualcosa di diverso e inatteso, come un’ inversione di tendenza e non è un caso se ben 19 dei 26 calciatori nella rosa marocchina sono nati all’ estero e soprattutto in Francia. Eppure scelgono la “camiseta” delle origini.
E allora, in tutto questo e anche di piu’ si comprende l’atmosfera da derby geopolitico che ha avvolto un quarto di finale che vola oltre la sola portata storica per entrambe le formazioni: la squadra di Deschamps è la piu’ forte, in fondo lo sappiamo tutti, addirittura fenomenale con i suoi 4 “mezzo secolo” là davanti, cioè quei calciatori che sono nettamente superiori alla media e pur non essendo dotati del genio come Maradona, Messi o Pele’ , sono gemme rare che appunto nascono una volta ogni 50 anni o quasi, perciò alla ricerca di un’ altra vittoria Mondiale che porterebbe la Francia a vincere 3 Mondiali in meno di 30 anni. Un record stratosferico quanto insolito, ma soprattutto qualcosa che certificherebbe una superiorità talmente manifesta da poter trasformarsi in un monopolio del calcio planetario.
FRANCIA – MAROCCO 2 – 0 (Mbappé, Dembélé)
– E’ nato prima l’uovo o la gallina ? Impossibile rispondere, come lo è domandarsi se è stato il peggior Marocco degli ultimi 2 Mondiali oppure questa Francia è veramente troppo per chiunque. Probabilmente sono vere entrambe le cose. La Francia, sì, effettivamente fa apparire un po’ tutti degli scarsoni, però il Marocco non è neanche stato lontano parente di quello visto nella semifinale di quasi 4 anni fa in Qatar e ha giocato una partita brutta, pur con la valida giustificazione di assenze importanti per il gioco del c.t. Ouahbi.
Di fatto è stata una partita a senso unico per circa 80 minuti e solo sul finale, visto la Francia sul doppio vantaggio si è seduta aspettando tranquillamente il triplice fischio del perfetto arbitro argentino Tello (ahi, ahi complottisti), il Marocco ha mostrato qualche guizzo in avanti per provare a salvare l’orgoglio. Neanche questo è riuscito.
Comunque alla fine dei primi 45 minuti, dove i transalpini avevano dominato, incredibilmente le reti erano ancora inviolate, anche a causa di un rigore calciato male da Mbappé e parato dal migliore in campo: il portiere Bono. Anzi, non solo il migliore dei suoi ma addirittura l’unico ad aver giocato, lo certificano i tiri: 13 a 1 per i galletti in Bleus.
Nella ripresa ecco 2 lampi, perché i francesi decidono di fare sul serio e vista la pochezza degli avversari tornano dagli spogliatoi così nel giro di neanche 6 minuti la chiudono, guadagnandosi la semifinale. Al 60° Mbappé si fa perdonare il penalty sbagliato malamente e sigla un vantaggio che andava comunque fatto: ricevuta palla da un deludente Doué praticamente da fermo lascia partire una conclusione alla sua maniera, cioè a giro, che finisce proprio all’incrocio dei pali. Stavolta l’estremo difensore marocchino non puo’ farci nulla.
Passano meno di 6 minuti e arriva il raddoppio Bleus, manco a dirlo con un altro dei 4 assi di un colore solo: il numero 9 del Real duetta con Dembélé poi il fuoriclasse PSG arriva al limite dell’ area e con un gran destro rasoterra infila preciso l’angolino del malcapitato Bono.
La partita, che in realtà non è mai iniziata, si chiude al minuto 66 e i francesi devono solo attendere il 96° per ottenere il pass che li porterà in semifinale contro il Belgio o piu’ probabilmente contro la Spagna. E’ una Nazionale troppo perfetta questa, che fa apparire tutto facile, quando magari non è capace di sfondare centralmente allora trova altre soluzioni valide, per esempio contro i Leoni dell’ Atlante ha scelto la via dei tiri da fuori area per rompere un equilibrio che si doveva piu’ al caso che ad altro.
Se in semifinale dovessero esserci le Furie rosse si tratterebbe della finale anticipata, difficile infatti pensare che questa Argentina ma anche l’Inghilterra (se rimaniamo alle 2 finaliste piu’ probabili), possano impensierire una Francia tanto perfetta.
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