TRIBUNALE, PRONTI AD ALZARE LE BARRICATE

Se malauguratamente il maldestro piano di sopprimere il Tribunale di Rossano, ordito dal Governo MONTI e reiterato dal Governo di larghe intese, dovesse andare in porto, è bene che si sappia che questo territorio alzerà le barricate. La fretta con la quale si è disposto il trasferimento logistico dei nostri uffici giudiziari presso la nuova e inadeguata sede di Castrovillari sembrerebbe l’ultimo dei numerosi e beffardi scippi perpetrati ai danni dell’Area urbana Corigliano-Rossano, della Sibaritide, dell’Arberia e della Sila Greca, ed al quale ci opporremo a tutti i costi. A Roma sappiano che questo territorio, come mai prima d’oggi, si ritrova unito e coeso difronte ad una battaglia a tutela dei diritti e della sicurezza dei suoi cittadini. È quanto ribadito dal sindaco Giuseppe ANTONIOTTI nel corso del Consiglio Comunale aperto ai venti comuni ricadenti nella circoscrizione giudiziaria di Rossano, riunitosi per discutere attorno alle iniziative da intraprendere nel caso di un’eventuale soppressione del Tribunale della Sibaritide, e tenutosi stamani (mercoledì, 28 agosto) nei pressi del Palazzo di Giustizia, nel Centro storico. Numerose le Istituzioni presenti. Dai rappresentanti consiliari ai Sindaci delle diverse municipalità del comprensorio, finendo ai massimi esponenti degli esecutivi regionale, provinciale e del Parlamento e alle diverse associazioni forensi. Al tavolo di presidenza, coordinato dal Presidente dell’Assise civica di Rossano, Vincenzo SCARCELLO, oltre al Primo cittadino hanno preso la parola il consigliere regionale Giuseppe CAPUTO, l’assessore regionale Michele TREMATERRA, il sottosegretario regionale alla Protezione civile, Giovanni DIMA, il vicepresidente della Provincia di Cosenza, Mimmo BEVACQUA e la delegazione parlamentare del PD composta dagli On.li Enza BRUNO BOSSIO, Stefania COVELLO ed il componente della commissione Giustizia Ernesto MAGORNO. Sono intervenuti, inoltre, i presidenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Serafino TRENTO, e del Comitato “Sei da salvare – Rossano”, Maurizio MINNICELLI. Questa di oggi – ha ribadito ANTONIOTTI – rappresenta l’ultima chiamata per salvare il Tribunale di Rossano dalle restrizioni previste dal decreto per la revisione della Geografia giudiziaria in Italia. Noi non ci fermiamo e difenderemo con la forza e con i denti questo presidio che per noi rappresenta l’ultima avanguardia di uno Stato sempre più distante dai cittadini ed in particolare del Sud. Purtroppo anche in questa triste vicenda, che sta mettendo in discussione uno dei servizi primari offerti sul questo vasto e complesso territorio, sono prevalse, purtroppo, le ragioni della politica affaristica. Non ci sarebbe altra spiegazione altrimenti al perché in Calabria si è messa in discussione la sopravvivenza del solo Palazzo di Giustizia di Rossano, in un territorio peraltro afflitto anch’esso dal fenomeno della ’ndrangheta, e nonostante questa struttura produca in termini di giustizia tre volte tanto rispetto ad altri piccoli tribunali. Continuo a non capire – ha scandito il Sindaco – il criterio con il quale si è scelto di accorpare l’Area urbana Corigliano-Rossano a Castrovillari, due realtà completamente dissimili tra loro, e le ragioni con le quali il capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Luigi BIRRITTERI, si ostina a difendere una revisione della geografia che in Calabria non ha alcun senso logico. Tra le altre cose è stato chiesto, da ultimo, che si proceda in fretta e in furia al trasferimento logistico del nostro Tribunale a Castrovillari, in una sede ancora priva di tutti i collaudi e dei requisiti strutturali. Questo, quando a Rossano abbiamo strutture idonee per ospitare un Tribunale, non ultima la sede dell’ex caserma dei Carabinieri acquistata negli anni scorsi dai governi di centro destra e messa a norma per garantire la normale erogazione dei servizi giudiziari. Rimaniamo fiduciosi sul buon esito di questa vicenda, alla luce delle dichiarazioni d’apertura pronunciate dal Ministro CANCELLIERI e che lasciano ben sperare. In qualunque caso, bloccheremo, anche fisicamente, il trasferimento di questa sede. AL TERMINE DELL’ASSISE LE ISTITUZIONI PRESENTI HANNO SOTTOSCRITTO DUE DOCUMENTO CONGIUNTO (ALLEGATO)

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