SULLE FREQUENZE DI RADIO CENTRALE CARIATI

Non scrivo mai di chi se ne va, semplicemente perché non ci riesco. Condivido, però, volentieri con gli amici del web questo brano, tratto dal mio libro “Cariati e la sua gente”, per salutare Leonardo Rizzo. E’ il racconto della sua radio, di un paese, di un’epoca. Assunta Scorpiniti SULLE FREQUENZE DI RADIO CENTRALE CARIATI (in Cariati e la sua gente di Assunta Scorpiniti, II edizione 2004, Editoriale Progetto 2000) L’otto agosto del 2003 è stata festa grande per il 25° anniversario della nascita di Radio Centrale Cariati,l’emittente fondata dal giornalista Leonardo Rizzo. “Abbiamo festeggiato con un incontro culturale a più voci”, dice il Direttore, che è anche il corrispondente locale del quotidiano La Gazzetta del Sud, rilevando, con viva soddisfazione, la partecipazione di tutti i collaboratori e degli speaker avvicendatisi, negli anni, ai microfoni della sua radio simbolo di una società e una cultura, e, insieme, realtà di aggregazione e formazione per molti giovani del luogo. Lo stesso Rizzo ne ricostruisce la storia, comune a nuove radio e televisioni che cominciarono a proliferare in Italia con la fine del monopolio della Rai decretata nel 1976 da una sentenza della Corte Costituzionale. “Radio Centrale – racconta – nasce nella primavera del 1977, diventando, nello stesso anno, testata giornalistica sotto la direzione di Vincenzo Spina”. Tre anni dopo il passaggio di consegne al giornalista cariatese, che ne diventerà anche editore. “Il nome Radio Centrale Cariati – spiega – è stato scelto perché la sede è nel centro storico, presso il luogo d’accesso denominato “Il ponte”. Le prime trasmissioni, d’intrattenimento musicale, erano inframmezzate da aneddoti, curiosità, proposte dai conduttori, e da giochi a quiz, poi, aggiunge il Direttore, un significativo passaggio: “Nel 1978 la radio si è attrezzata per diventare mezzo d’informazione e di comunicazione sociale, di programmi giornalistici come notiziari, la rassegna stampa, la trasmissione settimanale Studio aperto (molto prima del Tg di Mediaset!), la Domenica sportiva e rubriche di carattere sociale”. Numerosi erano anche gli spazi dedicati alle inchieste sul territorio, ai dibattiti politici e ai resoconti elettorali. Ma non solo: “Durante le festività più importanti – spiega Leonardo Rizzo – quando ancora dalle nostre parti il telefono non era in ogni casa, come oggi, la radio costituiva il collegamento tra gli emigrati ed i loro familiari per lo scambio degli auguri”. L’ascolto della radio diventava, così, un fatto di costume, senza, tuttavia, dimenticare l’occasione formativa che poteva offrire il mezzo di comunicazione; il richiamo è, stavolta, a un memorabile programma di promozione della lettura: “Radio Cariati – dice il Direttore a riguardo – è stata, senza ombra di dubbio, tra le prime emittenti, nel 1988, a diffondere nelle scuole la lettura del giornale con la trasmissione Duellando con la cultura, che vedeva coinvolti gli studenti delle ultime classi delle scuole superiori di Cariati, Mirto Crosia e Rossano… una vera e propria scuola di giornalismo per i ragazzi i quali dovevano realizzare dei servizi che a volte erano acquisiti da emittenti televisive regionali”. I giovani erano anche i più fedeli ascoltatori delle trasmissioni di carattere musicale (“il piatto forte della radio…”), dal momento che quasi non c’era la possibilità economica di acquistare dischi o nastri registrati; era un modo per conoscere novità e tendenze, ma anche per essere protagonisti, mediante le trasmissioni di “dediche”, in un tempo in cui gli approcci di tipo sentimentale erano intesi in modo diverso. Seguitissimi, invece, da un pubblico più vasto erano i programmi d’intrattenimento fra cui la celebre Caccia al tesoro estiva, capace di creare un divertente subbuglio in paese, entusiasmando partecipanti e spettatori. Le tombolate natalizie, invece, avevano il pregio di riunire gruppi di amici o interi clan familiari accanto alla radio, che ha offerto anche molta informazione sportiva: “Alcuni eventi hanno attirato l’attenzione non soltanto degli addetti ai lavori, ma di tutta la cittadinanza, come le due ore di diretta per la finale nazionale che vedeva impegnata a Chioggia la squadra della Cariatese under 18”. A tutto ciò occorre aggiungere la funzione di servizio, aggiunge il Direttore che, oltre a fondatore, è da sempre l’anima dell’emittente: “Sono state innumerevoli le riprese dei Consigli comunali e intensa è stata la collaborazione con l’Ospedale di Cariati, nei primi anni in cui è stato istituito: quando c’era qualcuno in pericolo di vita, ad esempio, chiamavamo i donatori di sangue dai nostri microfoni”. Insomma, una radio che ha inciso nella realtà cariatese, diventando, come si è rilevato, rappresentativa di un’epoca; che ha conosciuto i tempi d’oro dell’emittenza radiofonica e che poi, per una serie di vicissitudini, ha dovuto ridurre la produzione ai minimi termini. Ora, però, da parte dell’editore c’è un rinnovato impegno per farle riprendere quota: “Abbiamo rilanciato trasmissioni storiche, speriamo che quest’evento del venticinquesimo sia l’inizio di un nuovo corso…”.

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