SPAGNA, DALL’ EUROPA AL MONDO

di Marco Toccafondi Barni


SPAGNA – ARGENTINA 1-0 (dts) (F. Torres)

– I primi bicampioni nel 21° secolo sono gli spagnoli.

Il calcio è un gioco di squadra e infatti hanno vinto quelli che sono stati da sempre piu’ squadra, ma soprattutto con alla guida un gran selezionatore (impara Italia), come Luis De la Fuente, cresciuto appunto dentro la federazione e facendosi tutta la classica trafila tra le Under e la nazionale A. Un tempo che fu succedeva anche in Italia, ormai decenni fa, con i nostri Bearzot o Vicini.

E’ stata una finale mai vista, ma non come l’ultima di 3 anni e mezzo fa, quella piu’ bella della storia, al contrario abbiamo assistito ad un match di rara bruttezza, con una Spagna non bella e anzi molto imprecisa e che ha sbagliato tutto ciò che era umanamente possibile sbagliare, pur essendo superiore alla Seleccion, giocando comunque un calcio a tratti bello e avvolgente. Invece l’ Argentina a stento si reggeva in piedi, con un pessimo arbitro (lo sloveno Vinčić) e le stelle che sono rimaste a guardare: Messi non ha inciso per nulla e Yamal pochino e anzi, a tratti pur mostrando un certo attivismo, è stato quasi irritante col suo insistere continuo nel solito giochetto sulla fascia.

Siamo nell’ anticalcio, a differenza di 3 anni e mezzo fa col sogno qatarino, è stata una partita quasi non raccontabile e dove le Furie rosse hanno tirato in porta ben 20 volte, mentre gli argentini zero. Allora va da sé che contro la Roja non si puo’ sperare finisca come contro l’Egitto o Capo Verde. La Spagna è tutta un’ altra storia, è  squadra vera, pur tecnicamente forse non superiore alla Francia, uomo per uomo, così l’ha disegnata e voluta il suo selezionatore De la Fuente. E così sia.

Eppure l’ Albiceleste, che non ha giocato, fino al minuto 106, nel secondo tempo supplementare, in qualche modo era persino riuscita a tenere botta, anche grazie a un gol inspiegabilmente annullato a Nico Williams e con alcune belle parate del Dibu. Forse ormai sperava nei rigori, ma prima una follia di Fernandez, che ha macchiato così un ottimo torneo, fa rimanere in 10 gli uomini di Scaloni, poi arriva il gol meritatissimo di Ferran Torres: c’è un bel cross di Pedro Porro, Nico di testa la mette dentro, batti e ribatti, poi di gran carriera arriva Torres che buca il Dibu definitivamente.

Solo nei minuti finali (assurdi anche i 5 di recupero, che non ci stavano per niente, concessi da un arbitro in totale confusione) finalmente l’Argentina si decide a tirare verso lo specchio della porta spagnola e incredibilmente proprio all’ ultimo minuto regolamentare, il 120esimo, per un soffio la “Scaloneta” non pareggia in quella che è stata sicuramente la sua peggior partita da anni a questa parte. Non andrà così ed è giusto: Spagna meritatamente campione del mondo, Argentina seconda.

Il Messiah saluta e con quel bagnetto di tanti anni fa forse battezza il nuovo genio del calcio mondiale che, ad appena 19 anni e pur senza brillare, è già campione del mondo: Lamine Yamal.

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