di Marco Toccafondi Barni
SVIZZERA – QATAR 1 -1 (Embolo -R-, Muheim (A)
– C’è tutta la magia del calcio e dei Mondiali a Santa Clara. Nell’ afosa Baia di San Francisco va in scena il piu’ classico tra i classici: Davide contro Golia.E’ Svizzera – Qatar.
E infatti inizialmente tutto si svolge come da copione, passa meno di un quarto d’ora e c’è già un rigore per gli elvetici, invero l’azione sembra viziata da un fuorigioco ma l’infallibile tecnologia VAR farà subito chiarezza; il penalty viene trasformato da un glaciale Embolo dentro un inferno ad oltre 30 gradi, che festeggia così le nozze d’argento con la nazionale: sono 25 gol per il classe ’97 di origini camerunensi.
Passano pochi minuti e Zacaria ha l’occasione per il raddoppio, che avrebbe sicuramente spianato la strada ai Rossocrociati, ma non va così e allora il primo tempo si chiude sì con una marea di azioni e occasioni per gli svizzeri: ben 14 tiri in porta alla fine dei primi 45 contro appena 4 dei qatarioti, ma quest’ ultimi con tutti i loro limiti e le importanti lacune non cedono.
Infatti comincia la ripresa e pian piano si vedono solo goccioline di svizzera in campo, che evaporano pian piano. Allora a circa 10 minuti dal 90esimo il Qatar ormai sa che con i canonici 6 minuti di recupero concessi nel torneo ha un quarto d’ora per provare il miracolo. Clamorosamente ci riesce: a un minuto e mezzo dal fischio finale l’uomo dell’ impensabile è Koukhi e ciò che la Svizzera voleva evitare in ogni modo si realizza. La formazione qatariota segna grazie ad un bel colpo di testa del suo centrale, sovrastando letteralmente il marcatore. E’ un gol pesantissimo, perché non solo dà il primo storico punto al Qatar in un Mondiale, non c’era riuscito neppure in casa quasi 4 anni fa, ma soprattutto perché in un girone simile la qualificazione non è piu’ un miraggio nel deserto. Sono le storie uniche e bellissime di un Mondiale, per questo lo spettacolo piu’ bello dopo il Big Bang.
BRASILE – MAROCCO 1 – 1 (Saibari, Vinicius Jr)
– Fino ad ora è stata la partita piu’ bella del torneo, ovvio c’era di mezzo il Brasile, la casa del pallone. E invece no, perché per tutto il primo tempo è il Marocco che domina i Verdeoro di Carletto nostro.
Qui la questione si fa strettamente geopolitica, perché da eterni ribelli e orgogliosi i marocchini non hanno alcun timore revenziale dei brasiliani. Brasile e Marocco, due paesi e collettività diversissime: i primi infiltrati dagli apparati Usa con l’uso delle religioni protestati, saldissima la fede religiosa in Marocco. Un Brasile che invidia a tal punto l’egemone Usa da voler quasi essere un’ altra stella nella bandiera “americana” e mette addirittura nomi born in the Usa ai giocatori (Washington, Disney). Una roba impensabile in Marocco. E tanta diversità a livello geopolitico si vede anche in campo: niente paura con l’ unica nazionale pentacampione, anzi, il primo tempo è di marca leonina e al 21° il brasiliano lo fa Brahim Diaz, che inventa un assist visionario per Saibari, questi batte Alisson con un tocco delizioso infilandosi tra Marquinos e Gabriel. Mica poco. Ma una Seleção tra le piu’ opache di sempre, tra preoccupanti perplessità difensive e attaccanti sterili, ha pur sempre il genio. E cosa è il genio, si chiedeva Monicelli in quel capolavoro che è “Amici miei” ? Semplice, uno come Vinicius Jr, che 10 minuti dopo lo svantaggio fa tutto da solo, mettendosi in proprio dentro l’area di rigore avversaria, poi con un destro micidiale battendo uno dei migliori portieri d’ Africa. E’ dunque 1 -1 al MetLife Stadium al giro di boa. La ripresa non mantiene le promesse spettacolari del primo tempo, pero’ Ancelotti indovina qualche cambio e il Brasile cresce, tuttavia il punteggio non cambierà fino al fischio finale e già si intravede come la leadership del girone C sarà un affare privato tra la sesta e la settima squadra del ranking.
HAITI – SCOZIA 0-1 (McGinn)
– Tutt’altro che una zucca, anzi è una bella carrozza Haiti , per nulla Cenerentola. Gli haitiani tornano dopo ben 52 anni ai Mondiali, era il 1974 e c’era ancora il muro di Berlino, così come la guerra fredda nel mondo, infatti quel torneo si disputò proprio nell’ allora Germania Ovest. E ad Haiti è legata una curiosità ch riguarda da vicino l’Italia: il grande Dino Zoff perse l’imbattibilità proprio contro di loro.
Oggi Haiti torna ai Mondiali e lo fa da Cenerentola tra le Cenerentole in teoria, perfino in un gruppo di ferro, con la temibile Scozia all’ esordio, ma soprattutto coi giganti del calcio moderno come il sempiterno Brasile e la rivelazione mondiale rappresentata dal giovane Marocco.
Eppure Haiti dà vita a una partita equilibrata in quel di Boston e la Scozia adesso domina comunque il girone di ferro dopo ben 28 anni dall’ ultima vittoria a un Mondiale, nelle notti magiche di Italia ’90. Tutto si decide al 28° del primo tempo grazie a un “gollonzo” di McGinn. Lancio lungo per Adams, che stoppa con la calamità al piede, cross in mezzo e respinta, il pallone arriva intorno dischetto per McGinn, che calcia col mancino trovando insieme a un paio di deviazioni anche un gol storico che dà i 3 punti alla Scozia dopo oltre un quarto di secolo.
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