SANTO PADRE, PARLI ANCHE LEI DELLA S.S. 106

Ho avuto modo di conoscere – peraltro per poche ore – Immacolata Lentini lo scorso anno. L’ho incontrata alla quinta edizione del Motoradudo “Rebel Soul” Danilo Lentini (che il prossimo 29 giugno a Badolato (CZ), raggiungerà la sesta edizione). Immacolata è una ragazza che ama la vita come i suoi fratelli Manuel e Ivan. Tutti e tre nel cuore portano un dolore enorme: quello d’aver perso un loro fratello, Danilo di 27 anni, in un incidente sulla S.S. 106. Pierelena Mazzitello, invece, la conosco da sempre: siamo amici di famiglia e le voglio bene come se fosse una sorella. Anche lei ama la vita e porta dentro al cuore un grande dolore: quello d’aver visto Claudio (suo fratello e mio amico), perdere la vita a 26 anni sempre sulla S.S. 106. Insieme a lui perse la vita anche Giuseppe Trento, 26 anni, anche lui mio amico. Lo ammetto: anche io soffro quando penso a questi amici che non rivedrò mai più. Giusy Aloisio, invece, ha 17 anni, l’ho incontrata già due o tre volte. Lei è molto in gamba (è intelligentissima). È in procinto di pubblicare un libro! Ama la vita ed anche lei ha nel cuore un dolore immenso: lo scorso 23 febbraio a Rossano (CS), ha perso suo fratello Egidio di 19 anni. Ogni sera entra nella sua stanzetta dove ci sono due letti: il suo e quello di un fratello che amava e che non rivedrà mai più ed inizia a piangere (ed a star male), perché si sente sola. Sola come Immacolata, Manuel, Ivan e Pierelena! Sola come le loro famiglie. Sole come tutte le famiglie delle tante, troppe vittime della maledetta “strada della morte”! La solitudine, l’abbandono di famiglie calabresi oneste, distrutte da un dolore che sopportano in silenzio e che mai supereranno. La solitudine di chi conosce ed ha capito sulla propria pelle cosa significa la vita. Qual è il suo valore. La solitudine di chi non conosce Stato e non conosce Chiesa! Il 18 aprile ho scritto una lettera a Papa Francesco ed a lui ho inviato il mio libro. Il mio gesto è nato quando ho letto le sue parole: “Vengo in Calabria a chiedere scusa ai poveri per averli lasciati soli e senza voce, ai giovani per aver ignorato i loro bisogni reali, al territorio ridotto solo a luogo da sfregiare e saccheggiare”. Io non devo strumentalizzare un bel niente! Ma voglio ricordare che sono un giovane ragazzo che come Immacolata, Manuel, Ivan, Pierelena, Giusy e tantissimi altri rivendica un bisogno legittimo, un diritto: quello di vivere! Rispetto a questo diritto siamo completamente ignoratati da tutti, ignorati da sempre! Pesano come macigni il silenzio dello Stato. L’indifferenza della Politica. Il silenzio e l’indifferenza della Chiesa. Non è possibile! Non possiamo permetterlo. Per questo, senza voler essere retorico, credo e spero che Papa Francesco e Sua Eccellenza Mons. Galantino non dimentichino nella loro messa di spronare la Chiesa calabrese dal silenzio e dall’indifferenza rispetto alla questione della S.S. 106! L’impegno dei cattolici per l’ammodernamento della strada Statale 106 in Calabria è morto e con lui la difesa della vita. Anche Gesù è morto, ma dopo tre giorni è risorto. Io spero ed auspico che il prossimo 21 giugno nella piana di Sibari possa rinascere l’impegno cattolico in favore di un Nuova 106: che sia finalmente la strada della vita, che Sua Santità lo dica, lo urli se occorre! Sono certo che ciò sarà un utile contributo per un ammodernamento della S.S. 106. Una strada nuova in cui ritrovarci a camminare tutti insieme: io, Immacolata, Pierelena, Giusy, Manuel, Ivan e tantissimi altri in compagnia di Gesù. Fabio Pugliese

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