SAN LEONE, NON SOLO FOLCLORE PROLOCO: PREVALGA SENSO ORIGINARIO FESTA DOMANI E DOMENICA, IDENTITÀ, MUSICA E TRADIZIONE

SAN LEONE, NON SOLO FOLCLORE PROLOCO: PREVALGA SENSO ORIGINARIO FESTA DOMANI E DOMENICA, IDENTITÀ, MUSICA E TRADIZIONE SARACENA (CS), Venerdì 18 Febbraio 2011 – La Festa di San Leone, organizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, non è solo folclore; bisogna riscoprire il senso, originale e profondo, della festa dedicata al Santo Patrono di Saracena: un momento di fede ed unione. È, questo l’appello che la Pro Loco SARUCHA, guidata da Elisa MONTISARCHIO, rivolge alla comunità saracenara alla vigilia dei festeggiamenti. Al via la due giorni di musica, tradizione, culto e identità. SABATO 19 E DOMENICA 20 FEBBRAIO. Siamo nella Città del Moscato Passito di cui San Leone, è Patrono. Il programma dei festeggiamenti prevede, per DOMANI ALLE ORE 13, presso piazza XX Settembre, l’accoglienza degli amici siciliani della Pro Loco di SINAGRA. Il falò di prima accoglienza sarà acceso alle ore 18. Alle ore 18,30 è previsto il concerto del gruppo musicale “CALABRIA CITRA”. Alle ore 20, infine, sarà possibile degustare i piatti della cucina tipica locale preparati dagli alunni dell’istituto alberghiero “Papa Wojtyla” di Castrovillari, guidati dai docenti Mario e Carmine DE CRISTOFORO. Sarà consegnata Domenica, alle ore 16,30 una targa-ricordo ai rappresentanti della Pro Loco di Sinagra. «La tanto attesa festa del nostro amato Santo Patrono – scrive la Pro Loco SARUCHA – è ormai alle porte e vorremmo che questo breve messaggio fosse per tutti un messaggio di fiducia e di speranza, affinché questa solennità, a noi tanto cara, rappresenti non solo un momento festoso di condivisione e di allegria, ma possa esprimere appieno il valore profondo del suo reale significato, fatto di fede e devozione. Anno dopo anno, infatti, questa festa sembra essersi quasi del tutto trasformata in un momento di puro folclore, di divertimento e di allegre abbuffate, che poco hanno a che fare con lo spirito originario della festa di San Leone. E noi, come associazione e come comunità intera, abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere di sottolineare e di riprendere quello che è il senso concreto di questo particolare momento. Il ritrovarci in chiesa, dopo la fiaccolata, ad omaggiare il nostro Santo, non può e non DEVE diventare solo un momento di baldoria e di chiassosa allegria, ma un ringraziamento sentito verso il Protettore. Il fuoco, simbolo di questa nostra festa, che richiama, secondo la tradizione, a quel fuoco che accendevano i contadini per scaldarsi quando, nei secoli scorsi, arrivavano dalle campagne per partecipare alla fiera che si svolgeva proprio nel giorno in cui si celebrava il Santo Patrono, o il ricordo del famoso miracolo dell’ordalia, compiuto da San Leone quando, vescovo di Catania, sfidò il terribile mago Eliodoro ad attraversare le fiamme e da esse ne uscì incolume. Quel fuoco, “u fucarazz”, non può che essere testimonianza di tutto questo, testimonianza di fede e di accoglienza, di amicizia e di unità, proprio in nome della devozione che tutti noi di Saracena proviamo verso il nostro santo Patrono. Da qui il nostro invito, soprattutto come associazione, che vuole promuovere e tutelare le tradizioni del nostro paese, prima fra tutte la solennità di San Leone, a riprendere quello che è il senso concreto della festa, per ritornare a ciò che i nostri padri ci hanno tramandato, un momento di amicizia, di genuinità, di allegria condivisa e di ospitalità evitando, per quanto possibile, di chiudersi nei propri locali riducendo la festa a semplice “banchetto privato”. Il nostro contributo come proloco, sarà quello di accogliere tutti coloro i quali vorranno partecipare alla festa e lo faremo grazie anche al prezioso aiuto dell’ Istituto Alberghiero “Carol Wojtyla” di Castrovillari, che preparerà i piatti della nostra tradizione. Con la speranza – conclude la PRO LOCO – che queste poche righe possano essere, soprattutto per i giovani, motivo di riflessione concreta, auguriamo a tutta Saracena un BUON SAN LEONE».

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