RIFIUTI, GRAVE SCORRETTEZZA SINDACI BASSO IONIO ASSENZA MOTIVATA DA PREMESSE FALSE

Grande amarezza per la scelta, inopportuna e motivata su false premesse, dei sindaci del basso ionio di disertare l’utile incontro di ieri (mercoledì 6 marzo) sull’emergenza rifiuti. Il rifiuto, perfino di ascoltare e confrontarsi, messo in atto da un gruppo di questi sindaci ha rappresentato un’importante occasione persa ed un momento di divisione territoriale che si poteva e doveva evitare. È quanto ha ribadito il Sindaco di Rossano Giuseppe ANTONIOTTI al quale sono state invece attestate le solidarietà dei sindaci di altri territori, tra i quali quello di Spezzano Albanese CUCCI, di Terranova da Sibari VELTRI, di Saracena GAGLIARDI e di Castrovillari LO POLITO. E proprio quest’ultimo, sottolineando la necessità che gli enti locali non si nascondano ma governino l’emergenza e i rifiuti come risorsa, ha invitato tutti ad evitare barricate pregiudiziali preferendo la più ampia unità territoriale, dal basso ionio all’alto ionio, dalla Sibaritide al Pollino. ANTONIOTTI ha inoltre ringraziato il collega di CALOPEZZATI MANGONE per aver comunque inteso partecipare ed ascoltare. – Rispetto alle paradossali motivazioni poste a base dell’annunciata assenza dei sindaci del basso ionio, ANTONIOTTI è stato chiarissimo: sono state raccontate falsità, smentite e smentibili dai documenti ufficiali che dimostrano l’esatto contrario di quanto affermato. Non sono io – ha scandito il Sindaco – che ho gestito e che gestisce l’impianto di Bucita. La sola decisione che sono stato costretto ad assumere, per consentire il conferimento dei rifiuti accumulati da mesi a terra nella nostra Città, è stata la requisizione della discarica privata della Bieco Srl per un quantitativo minimo. Nessuno dimentichi o faccia finta di dimenticare che l’ordinanza commissariale del 16 gennaio scorso autorizzava 16 comuni del basso ionio a scaricare a Cassano fino al 31 di quel mese, lasciando soltanto Rossano e Corigliano sul sito di Pianopoli, chiuso però per problemi strutturali; e nessuno faccia finta di non sapere che il 30 gennaio, con la chiusura anche del sito di Cassano, qualche comune del basso ionio aveva già iniziato a scaricare, in totale silenzio, nella discarica privata della Bieco andando a ridurre di 170 tonnellate quello spazio complessivo di 300 tonnellate che lo stesso commissario aveva riservato a Corigliano ed a Rossano quale città sede due discariche e che per anni ha ospitato tutto e tutti! Dai primi di febbraio – ha proseguito – nonostante quella requisizione, iniziativa durata tre giorni, diversi comuni del basso ionio, da Crosia a Mandatoriccio, da Scala Coeli e Cariati, hanno regolarmente conferito a Bucita, così come documentato e misurato. Senza alcun ostacolo, senza alcuna inventata interruzione di pubblico servizio messa in atto dal Sindaco di Rossano, privo di competenze in merito. Ma qualche collega dimentica, anche, che la rigidità applicata dalla nostra polizia municipale, nell’applicazione dell’ordinanza di divieto di sosta per i camion di rifiuti in contrada Bucita era ed è spiegata solo ed esclusivamente dall’allarme dei residenti, confezionato in un esposto alla Procura, circa le gravi fonti di inquinamento da percolato fuoriuscente dai mezzi. Questi sono i fatti – ha aggiunto ANTONIOTTI. Nessuno ha favorito nessuno. Altre ricostruzioni non soltanto non corrispondono al vero ma rappresentano una grave forma di scorrettezza nei confronti di una comunità che ha sempre dato a tutti in tema di rifiuti. Una scorrettezza istituzionale messa in piedi da quanti, al contrario, non hanno dato nulla in tema di rifiuti e nulla vogliono dare, anche in considerazione dei no pregiudiziali, ripetuti in tutte le sedi, rispetto alla messa in funzione di quelle discariche già pronte ed autorizzate e che, al di là del nostro obbligatorio impegno sulla differenziata (e Rossano ha le carte in regola), oggi, in piena emergenza, rappresentano l’unica via d’uscita per togliere l’esubero di rifiuti indifferenziati sparsi nelle piazze e nelle strade del nostro territorio. Si preferiscono evidentemente le discariche abusive, come quelle denunciate anche sulla stampa nei giorni scorsi e non quelle regolari.

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