SAN CATALDO HA VOLUTO LA SUA FESTA

San Cataldo è nato a Rachau (Irlanda) tra 610 e il 620. Nel 670 fu ordinato vescovo e, tra il 679 e 680, si recò, da pellegrino, a visitare la Terra Santa. Secondo la leggenda, il santo sarebbe giunto a Taranto per volere divino: infatti, si racconta che durante il soggiorno in Terra Santa, mentre era prostrato sul Santo Sepolcro, gli sarebbe apparso Gesù che gli avrebbe detto di andare a Taranto e di rievangelizzare la città ormai in mano al paganesimo. San Cataldo allora, salpando con una nave greca diretta in Italia, intraprese un lungo viaggio che lo portò a sbarcare in Puglia. A Taranto Cataldo compì la sua opera evangelizzatrice, facendo abbattere i templi pagani e soccorrendo i bisognosi. Morì a Taranto l’8 marzo del 685 e fu seppellito nella chiesa di San Giovanni, allora duomo della città. Fonti attendibili e bibliografie consolidate vogliono che il 10 maggio 1071, mentre si scavavano le fondamenta per la riedificazione della cattedrale di Taranto, distrutta dai saraceni nel 927, sia stata ritrovata, sulla scia di un profumo inebriante, una tomba, contenente il corpo attribuito al Santo. Dal ritrovamento del corpo, il culto di San Cataldo si sviluppò nella fede dei tarantini, che gli dedicarono il luogo del ritrovamento e lo scelsero come Patrono della città. La tradizione gli attribuisce numerosi miracoli compiuti a Taranto, tra i quali si rammentano i più importanti: avrebbe restituito la vista a un fanciullo e fatto tornare in vita un muratore, avrebbe guarito un cieco e una giovane pastorella muta. In Calabria, San Cataldo, oltre ad essere il protettore di Cariati è anche il protettore di Cirò Marina (KR). L’origine della festa del 10 maggio a Cariati, si perde nella notte dei tempi ed è radicata nell’animo e nel cuore dei suoi abitanti. Quest’anno, però, rischiava di non essere onorata. Era un vero peccato interromperla dopo secoli di celebrazione. Poi, per fortuna, ha prevalso il buon senso e, grazie all’impegno e al sacrificio di Cataldo Fortino, presidente dell’associazione “Cariati Paese Albergo” e dei suoi soci, è stata rispettata la tradizione di organizzare e celebrare comunque, ed in modo solenne, la festa in onore di San Cataldo Vescovo, protettore della città e diocesi di Cariati. La processione, uscita dalla Cattedrale di Cariati, come al solito, ricca di fedeli e pellegrini, provenienti dal circondario, si è mossa, a conclusione della Santa Messa, officiata da Mons. Luigi Renzo Vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, per le viuzze del Centro Storico e della Marina di Cariati. Il concerto bandistico “Città di Cariati”, diretto dal Maestro Antonio Cirigliano, poi, ha accompagnato il corteo religioso alla volta del santuario del protettore, sito sul litorale ionico cariatese, lontano circa tre chilometri dal duomo. Quando la processione è arrivata al santuario, nel rispetto della tradizione popolare, il banditore di turno ha messo all’incanto (all’asta) i doni offerti al Santo dai fedeli, per grazia ricevuta. Durante il secolo scorso, invece, il percorso dal centro abitato di Cariati Marina al santuario veniva effettuato via mare, con una suggestiva manifestazione, che vedeva la statua del Santo miracoloso salire su una barca addobbata a festa, seguita da tutte le imbarcazioni della marineria di Cariati. La, festa, poi, si è conclusa in serata, all’insegna della buona musica tradizionale ed etno-jazz, curata da Cataldo Perri e lo Squintetto.

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