Radiografia dei Comuni in dissesto finanziario

I Comuni che in 28 anni hanno dichiarato dissesto sono stati ben 588

Al peggio non c’è mai limite. Così si può racchiudere in poche parole il rapporto statistico curato dai ricercatori dell’Università Cà Foscari di Venezia, che evidenzia i Comuni italiani che hanno dichiarato il dissesto finanziario dal 1989 al 2007.

I numeri che emergono disegnano una fotografia preoccupante dello stato delle finanze degli enti comunali, che rappresentano la prima istituzioni riconosciuta dai cittadini sui territori.

I Comuni che in 28 anni hanno dichiarato dissesto sono stati ben 588. Il Mezzogiorno registra ben 485 casi. Pari all’82% del totale. Sono 32 i Comuni che hanno dichiarato dissesto per due volte. Il record dei Comuni appartiene alla Calabria con 222, seguita dalla Campania con 183.

Sono dati piuttosto allarmanti. Che mettono a repentaglio la qualità della vita dei cittadini, nonché un danno per le loro tasche per l’aumento consequenziale dei tributi. Le stesse aziende fornitrici alle Amministrazioni di beni e servizi non possono che arrendersi alla drammaticità della circostanza.

Le responsabilità hanno un nome e cognome. Sono le classi dirigenti che hanno amministrato i Municipi in modo davvero poco raccomandabile. Pensando al proprio tornaconto elettorale e disinteressandosi del corretto modo di amministrare la “cosa pubblica”.

Sono 28 anni che la vicenda si replica sul territorio italiano. Sembra che non ci sia un freno al peggio. Sono tanti i rischi che si corrono. Servono amministratori che mostrino carattere e guardino oltre il consenso elettorale a breve tempo.

Se mai arriverà il giorno del cambiamento tutto dipenderà dalla scelta da parte degli elettori di rappresentanti che sappiano differenziarsi da un modello che ha generato solo dei seri danni a livello locale.

Una classe politica responsabile si misura su questi atti. Non si può prescindere dal buon senso e responsabilità. Parliamo di una sottigliezza non di poco conto.

Una partita importante che deve vedere il protagonismo dei cittadini che hanno l’obbligo di sapere scegliere i loro amministratori di piccoli o grandi Comuni.

Nicola Campoli

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