■Antonio Loiacono
Ci sono viaggi che si misurano in chilometri. Altri in giorni. Questo, probabilmente, si dovrebbe misurare in raffiche di vento.
Quando il 14 maggio le imbarcazioni lasciarono il porto di Corigliano, nessuno poteva sapere davvero come sarebbe andata. Non per mancanza di organizzazione, tutt’altro. Semplicemente perché il mare conserva un’antica abitudine: ricorda agli uomini che non tutto dipende dai loro programmi.
E così è stato.
Il Giro della Calabria in Barca a Vela, conclusosi il 4 giugno a Cirò Marina, ha attraversato la regione seguendo una rotta che non era soltanto geografica. Le lancette dell’orologio, in certi momenti, hanno perso importanza. A stabilire partenze e approdi sono stati il vento, il moto delle onde, le condizioni del mare. L’adattamento è diventato una regola. Forse la più importante.
Per settimane gli studenti dei Licei Sportivi calabresi hanno osservato la costa da un punto di vista insolito. Le città viste dal mare sembrano diverse: più essenziali, quasi sospese. Cambiano le proporzioni, cambiano le distanze. Cambia perfino il modo di guardarle.
Tra una navigazione e l’altra, centinaia di ragazzi sono stati coinvolti in attività educative, incontri pubblici, visite guidate e momenti di approfondimento dedicati al benessere e ai corretti stili di vita. Musei, centri storici, luoghi identitari. Non una semplice sequenza di tappe, ma un mosaico di esperienze spesso molto diverse tra loro, unite dalla stessa idea di fondo: conoscere il territorio per imparare ad abitarlo meglio.
In questo percorso hanno trovato spazio anche le cosiddette “Palestre a Cielo Aperto”, espressione che qualcuno potrebbe interpretare come una risposta alla cronica carenza di impianti sportivi. Non è così. O almeno non soltanto.
Dietro quell’idea c’è qualcosa di più profondo: la volontà di valorizzare ciò che esiste già, di trasformare piazze, lungomari e spazi pubblici in luoghi di partecipazione attiva. Un esercizio di cittadinanza prima ancora che di attività fisica. Senza vittimismi, senza alibi.
A Cirò Marina, nella manifestazione conclusiva, il bilancio è apparso chiaro.
La Rete dei Licei Sportivi della Calabria è stata rinnovata. È stata promossa e sottoscritta la Carta Etica dell’EMFS e dello Spirito Olimpico. E soprattutto è stata portata a termine una circumnavigazione simbolica della Calabria che ha saputo mettere insieme scuola, sport, salute e identità territoriale.
Un risultato che porta la firma di molte persone.
L’ultimo miglio del viaggio è stato raccontato nella Biblioteca dell’IIS Gangale di Cirò Marina, teatro dell’incontro conclusivo che ha riunito istituzioni scolastiche, studenti e rappresentanti del territorio. Ad aprire gli interventi è stata la dirigente scolastica Emanuela Lucirino, che ha proposto una riflessione sul benessere a scuola quale fondamento della crescita educativa e personale degli studenti. Sono seguiti i contributi del presidente provinciale della Consulta degli Studenti, Giuseppe Malena, del presidente regionale delle associazioni di Protezione Civile, del professor Giorgio Esposito dell’IIS Palma di Corigliano, di Antonio Cataldi in rappresentanza del Comune di Cirò Marina e del presidente della locale Lega Navale. A tirare le somme di un percorso iniziato il 14 maggio e conclusosi sulle rive dello Ionio è stato Santino Mariano, coordinatore regionale di Educazione Fisica e di Educazione alla Salute, che ha sottolineato il valore educativo, sportivo e umano di un’esperienza capace di unire mare, scuola e territorio.
Ma forse la parte più significativa della giornata non è stata pronunciata da un relatore.
Era negli abbracci tra studenti provenienti da città diverse. Nelle fotografie scattate prima dei saluti. Nella stanchezza soddisfatta di chi sa di aver mantenuto un impegno preso settimane prima.
Perché alla fine il mare insegna una lezione semplice e severa: nessuna traversata si compie da soli.
E forse è proprio per questo che, tra tutte le professioni della scuola, quella del docente di Educazione Fisica continua ad avere qualcosa di speciale. Costringe a uscire dalle aule, a misurarsi con la realtà, a fare esperienza del mondo prima ancora che a studiarlo.
Naturalmente, a una condizione.
Crederci davvero!

Views: 86

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.