■Antonio Loiacono
Crotone, a dicembre, non è tutta uguale. Ci sono strade che brillano e altre che restano in ombra, non perché manchi la voglia di festa, ma perché la festa, a volte, non sa arrivare fin lì. È in quei luoghi che il Natale assume un tono diverso: più silenzioso, più fragile. Ed è proprio lì che nasce questa storia.
Non parte dal centro, né da un palco. Parte da una domanda semplice, quasi disarmante: e i bambini che non possono arrivarci? Quelli che guardano le luci da lontano, che sentono parlare di eventi ma li immaginano soltanto. È per loro che prende forma una ragnatela solidale, tessuta con pazienza e intuito, senza proclami.
Al centro di questa trama c’è Alessandra Perziano, poetessa crotonese. Abituata a dare corpo alle emozioni con le parole, questa volta ha scelto di farle camminare per strada. Ha immaginato Spider-Man non come un personaggio da vetrina, ma come una presenza viva, riconoscibile, capace di farsi incontro. Il supereroe che i bambini non devono andare a cercare: sarà lui a cercare loro.
Dopo la consegna dei Pandorini, l’Uomo Ragno (Roby Contarino) tornerà a indossare il costume per raggiungere i quartieri più lontani dal cuore della città. Zone periferiche, spesso dimenticate nei programmi natalizi, dove non tutte le famiglie hanno la possibilità di spostarsi. Quartieri in cui l’attesa è più lunga e, a volte, più solitaria.
Si comincerà dal quartiere popolare “300 Alloggi”, giorno 20 dicembre dalle ore 10:30, sotto lo sguardo gentile del murale di Rino Gaetano e delle altre opere. Poi, senza fretta, altre tappe. Nessun calendario rigido, nessun annuncio altisonante. Solo indicazioni date poco alla volta, come si fa con le cose delicate.
Accanto a Spider-Man ci saranno Babbo Natale, gli elfi, qualche sacchetto di caramelle, cioccolatini, biglietti di auguri. Gesti piccoli, pensati con cura. Tutto volutamente semplice, perché l’intento non è stupire, ma farsi sentire vicini. Perziano lo chiarisce con naturalezza: non è un’iniziativa associativa, non è una vetrina. È un’idea personale, nata dal bisogno di fare qualcosa di concreto. Il ragazzo che indossa il costume ha detto sì senza esitazioni. Perché, a volte, basta poco per riconoscere ciò che conta.
Fondamentale è stato il coinvolgimento delle mamme dei quartieri. Sono loro a custodire il passaparola, a preparare l’attesa, a rendere possibile la sorpresa. Senza di loro, questa magia discreta non avrebbe lo stesso battito.
L’obiettivo, in fondo, è uno solo. Regalare colore e calore. Un abbraccio. Far sentire a quei bambini che qualcuno ha pensato a loro, proprio a loro. Non per dovere, non per visibilità, ma per affetto.
Le cose belle, dice Alessandra Perziano, vanno scritte e anche “urlate”. Questa, vola! Si affaccia nei cortili, bussa alle porte, attraversa strade secondarie. Non fa rumore, ma resta. Come restano certi ricordi dell’infanzia: brevi, luminosi, capaci di scaldare molto più a lungo di quanto si immagini.
Views: 101

Lascia una risposta
Devi essere connesso per inviare un commento.