Per fortuna doveva essere una riforma capace di migliorare la Giustizia!

Pensate alla dignità di tanti onesti lavoratori che con grandissima dedizione ed orgoglio per anni hanno lavorato all’interno del Tribunale di Rossano quando, lunedì scorso, si sono ritrovati nel Tribunale accorpante di Castrovillari in locali fatiscenti (le foto in allegato ed il link al video parlano chiaro), e con l’impossibilità di poter lavorare ed operare in condizioni idonea atteso che mancava l’essenziale affinché ciò potesse avvenire. Parte da qui il ricorso al Tar di cui oggi ha dato notizia l’Avvocato Pasquale Catalano: “Martedì 17/9/13 gli avvocati Pasquale Catalano e Giuseppe Labonia, in proprio e quali difensori degli avvocati iscritti all’albo di Rossano, Brunella Calabrò, Carmine Calabrò, Francesco Parrotta e Angelo Donnici, unitamente all’avv. Rossella Laporta di Catanzaro, hanno depositato ricorso al TAR Calabria contro i provvedimenti del Presidente del Tribunale di Castrovillari Caterina Chiaravalloti, dopo averlo previamente trasmesso a mezzo fax del 16/9/13 al Ministro della Giustizia, al Consiglio dei Ministri ed al Presidente del Tribunale di Castrovillari presso l’avvocatura dello Stato di Catanzaro ed al contempo all’Ordine degli Avvocati di Castrovillari. All’iniziativa ha anche aderito il Comune di Rossano in persona del Sindaco Giuseppe Antoniotti nominando difensore l’avv. Pasquale Catalano, giusta delibera della G.M. del 12/9/13 che ha prestato la propria attività professionale senza oneri per le casse del comune, salvo il rimborso delle sole spese per il momento anticipate dagli avv.ti Labonia e Catalano. Con il ricorso, visti i precedenti provvedimenti del TAR Puglia per le sezioni distaccate di Cerignola e Rodi Garganico e del Tar Lazio per il Tribunale di Sora, si è inteso impugnare il provvedimento del Presidente del Tribunale di Castrovillari prot. n. 1363 del 10.09.2013 di attuazione dell’art. 5 comma 6 del D.Lvo n. 115/2012 con il quale è stato dato avvio all’accorpamento del personale di magistratura e amministrativo del Tribunale soppresso di Rossano al Tribunale accorpante di Castrovillari, a decorrere dal 14.09.2013; – dei provvedimenti del Presidente del Tribunale di Castrovillari prot. n.1302 e 1304 del 29.08.13 con i quali è stato dato l’avvio alle operazioni di trasloco degli Uffici Giudiziari di Rossano presso il nuovo Palazzo di Giustizia di Castrovillari, nonché di ogni altro atto o provvedimento, presupposto o consequenziale, quale anche il decreto ministeriale correttivo del 5/9/2013, comunque connesso con gli atti impugnati e lesivi degli interessi dei ricorrenti. Nel ricorso si è voluto evidenziare la violazione e falsa applicazione del d.lgs. 155/2012, del d.lgs 156/2012; della legge 30.1.1941 n. 12 sull’ordinamento giudiziario, eccesso di potere per illogicità e ingiustizia manifesta, difetto di istruttoria e di motivazione, carenza dei presupposti di fatto e di diritto, nonché la violazione dell’art. 8 inerente all’Edilizia giudiziaria il quale prevede che “quando sussistono specifiche ragioni organizzative o funzionali, in deroga all’articolo 2, primo comma, della legge 24 aprile 1941, n. 392, il Ministro della giustizia può disporre che vengano utilizzati a servizio del tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni dalla data di efficacia di cui all’articolo 11, comma 2, gli immobili di proprietà dello Stato, ovvero di proprietà comunale interessati da interventi edilizi finanziati ai sensi dell’articolo 19 della legge 30 marzo 1981, n. 119, adibiti a servizio degli uffici giudiziari e delle sezioni distaccate soppressi. Infatti, in violazione della norma sopra richiamata, non è stato indicato, né è stata fornita la disponibilità di altri immobili destinati ad ospitare personale e fascicoli provenienti dal Tribunale di Rossano in attesa del completamento della nuovo Palazzo di Giustizia di Castrovillari. La soppressione del Tribunale di Rossano – avvenuta ipso facto illegittimamente dal Tribunale di Castrovillari – con l’ordine di trasferimento dei fascicoli e degli arredi, è avvenuta in violazione delle generali regole di organizzazione funzionale degli uffici, essendo il Tribunale di Castrovillari, quanto al vecchio e fatiscente edificio, a tutt’oggi ancora attivo, impreparato e non sufficiente ed idoneo ad accogliere l’enorme carico di lavoro proveniente dal Tribunale di Rossano e tutto il relativo personale, ovvero i circa 100 operatori ad oggi in attività presso la struttura del Tribunale di Rossano e presso l’UNEP Rossano, i quali si ritroverebbero letteralmente senza alcuna sistemazione per carenza ed insufficienza di locali. Mentre il nuovo costruendo Palazzo di Giustizia di Castrovillari, che ha costituito, a quanto pare, il presupposto per la salvezza del Tribunale, al momento risulta non del tutto praticabile, parzialmente agibile, incompleto e non idoneo negli impianti e cablaggio e sprovvisto totalmente degli arredi”. Il ricorso suddetto diventa così, il secondo: prima ancora, infatti, il ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la soppressione del Tribunale bizantino (a difesa degli interessi del comune di Rossano), è stato presentato dall’Avvocatessa Graziella Algieri e dall’Avvocato Maurizio De Tilla. Anche qui, è giusto sottolineare come i due legali hanno accettato l’incarico senza ricevere alcun compenso, e tutto ciò è da mettere in relazione alla volontà dell’avvocato coriglianese, Graziella Algieri, la quale con i fatti, si è impegnata, con collegamento e partecipazione ai vari organismi ed associazioni nazionali dell’avvocatura, per fare di tutto, anche adire le vie giudiziarie, per la salvezza del Tribunale rossanese. L’avv. Algieri ha redatto la prima parte del ricorso, quello relativo alla situazione territoriale e alla necessità che questo territorio non può fare a meno di un così importante presidio di giustizia. “La circoscrizione del Tribunale di Rossano – si legge nel ricorso- è ampia e non può essere accorpato a quella di Castrovillari. I carichi di lavoro di Tribunale e Procura sono altamente rilevanti. Il carico complessivo di lavoro del tribunale (affari penali e civili) alla data del 31.12.2011 è di n. 24.422 procedimenti. Per quanto riguarda la Procura della Repubblica, in totale nell’anno 2011 sono sopravvenuti 7.145 procedimenti e alla data del 31.12.2011 sono pendenti n. 3.792 procedimenti. L’organico amministrativo tra Tribunale e procura è di n. 88 dipendenti amministrativi in pianta organica e n. 81 in servizio. Nel Circondario di Rossano vi è una micro e, soprattutto, una macro criminalità diffusa, gestita da cosche mafiose, operanti, soprattutto, nei territori di Rossano, Corigliano Calabro, Mirto Crosia e Cariati, che impone la presenza di un presidio atto ad assicurare la presenza dello Stato, come emerge anche dai diversi maxi-processi istruiti dalla Direzione Distrettuale Antimafia, per reati associativi e reati di scopo”. Speriamo che anche questa importante forma di lotta possa contribuire a scongiurare la soppressione del presidio di giustizia rossanese e, soprattutto, speriamo che anche queste iniziative siano di stimolo per la popolazione affinché possa determinarsi in difesa dei propri diritti che non possono essere calpestati e sottratti. Infine, lasciatemi esprimere solidarietà ai dipendenti del Tribunale di Rossano che hanno dovuto prendere servizio nel Tribunale di Castrovillari: un luogo, come si vede dalle foto, fatiscente! Segnato dal degrado ed evidentemente non in condizioni da poter accorpare un Tribunale come il nostro che ha il quadruplo del lavoro che hanno in quella sede…. A loro, alla loro professionalità, all’amore per il proprio lavoro ed al loro alto senso del dovere la mia solidarietà più profonda.. Fabio Pugliese

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