Per Bucita servono atti concreti. Ritiro del bando o azioni forti.

La serie di dichiarazioni rilasciate in questi giorni, dopo la denuncia di quello che potrebbe accadere a Bucita nei prossimi mesi, non placa la rabbia di coloro che vivono intorno ai famigerati impianti e non basta minimamente per risolvere gli enormi problemi causati all’intero territorio da questa gestione scellerata del ciclo dei rifiuti. Già in passato abbiamo assistito fiduciosi (ed ingenui) a festival di dichiarazioni ed a plateali teatrini politici convinti che si sarebbero poi trasformati in atti concreti e risolutivi: si pensi alla bonifica della discarica di Olivellosa ed alla chiusura dell’annosa vicenda della discarica pubblica di Bucita. Purtroppo stiamo ancora aspettando risposte concrete su questi argomenti e non commetteremo nuovamente lo stesso errore. Anche in questa faccenda abbiamo dovuto registrare l’ingiustificabile ritardo con cui gli esponenti politici locali si sono mobilitati, per non dire l’assoluta estraneità alle vicende che riguardano il territorio. Non siamo quindi per nulla impressionati né rassicurati dal vespaio mediatico e dalle dichiarazioni d’intenti che continuano a susseguirsi sui media: chi ricopre incarichi istituzionali ha il dovere improcrastinabile di agire con ogni mezzo, in ogni contesto possibile, impiegando ogni energia, per ottenere immediatamente il ritiro del capitalo d’appalto sull’espatrio dei rifiuti. Le parole ed i comunicati servono a poco. Non solo. Questa vicenda sottolinea clamorosamente, ancora una volta, come le giustificazioni con cui l’Amministrazione Comunale ha abbassato lo sgravio fiscale per i cittadini delle contrade intorno al cosiddetto polo tecnologico di Bucita siano assolutamente infondate. Ribadiamo che diminuire le già ridicole forme di compensazione per cittadini che respirano e vivono direttamente sulla propria pelle le nefandezze del ciclo dei rifiuti calabrese ha rappresentato un atto vergognoso ed invochiamo ancora una volta l’amministrazione comunale affinchè torni sui propri passi. Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare il capannone della raccolta differenziata di Bucita per stoccare 750 tonnellate al giorno di rifiuto tal quale, il comitato ha convocato un’assemblea per Martedì 28 Gennaio alle ore 10.00, all’incrocio nei pressi dell’impianto con lo scopo di informare la cittadinanza. Una cosa è certa: se in breve tempo non arriveranno risposte inequivocabili dalle istituzioni competenti, il comitato è pronto ad iniziative forti e clamorose. Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio

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