Ormai siamo alla stretta finale e non sembra più l’approccio ad una scadenza importante, ma ha tutta l’aria di una resa dei conti.

Non potrà essere la solita approvazione, come per ogni anno, quella del bilancio preventivo 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2013-2014 del Comune di Cariati. Se la maggioranza penserà alla rituale elencazione di entrate e di spese, è la minoranza che intona una diversa musica e ne indica i tempi e i modi. Ormai siamo alla stretta finale e non sembra più l’approccio ad una scadenza importante, ma ha tutta l’aria di una resa dei conti. Tutto ciò si arguisce dalle note, presentate al protocollo del Comune, dai gruppi di opposizione, inviate per conoscenza alla Procura Generale ed alla Sezione Controllo della Corte dei Conti, al Prefetto di Cosenza e al Comando della Guardia di Finanza di Rossano. I consiglieri Francesco Cosentino (Capogruppo Consiliare UDC), Tommasino Critelli, Mario Sero e Filomena Greco chiedono di sapere, con relazione scritta da parte del Revisore dei contri e del responsabile dell’area finanziaria del Comune, di conoscere l’esito dei controlli della competente commissione ministeriale, atteso che con deliberazione consiliare n. 39 del 26 maggio 2012, in occasione dell’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2011, si è preso atto che il Comune di Cariati, oltre che aver chiuso i propri conti con un preoccupante e cospicuo disavanzo di amministrazione e di Cassa, versa nelle condizioni di Ente strutturalmente deficitario, in quanto sette parametri su dieci risultano deficitari e che lo stesso revisore dei conti del Comune afferma che l’Ente è da considerarsi strutturalmente deficitario e soggetto ai controlli della Commissione Ministeriale. Gli stessi consiglieri chiedono che nella formulazione del bilancio preventivo 2012 e pluriennale 2012-2014 vengano costituiti i vincoli d’impegno di spesa per gli importi ed i fatti di gestione, che rappresentano la massa debitoria del Comune. Quali sono e a quanto ammontano, la minoranza ci ha provato, facendo leva solo ai decreti ingiuntivi di pagamento, alle messe in mora e alle diffide di pagamento di enti e privati, che reclamano da tempo i loro crediti. Si va dai 1.200.000 euro di credito vantato dalla Regione Calabria per la somministrazione dell’acqua al 2004, agli oltre 960.000 euro dell’Enel per la fornitura dell’energia elettrica, ai 459.000 euro dovuti alla disciolta Sibaritide per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Seguono tanti altri creditori, avvocati, pompe di benzina, fornitori di materiale di cancelleria, fitti, oltre a quelli che non hanno fatto ricorso alle ingiunzioni di pagamento e sperano in una bonaria composizione delle vertenze creditorie. A stabilire una cifra esatta dei debiti, appare oggi impresa impossibile, con l’emergere quotidiano di sempre crescenti pendenze debitorie, siamo nell’ordine di svariati milioni di euro di debiti che potrebbero, ad oggi, non essere iscritti nel bilancio comunale ed ai quali sarà molto difficile dare la necessaria copertura finanziaria considerata la difficile situazione finanziaria e soprattutto di tesoreria comunale. Per questo motivo i consiglieri di minoranza, al fine di poter esprimere un voto responsabile in fase di approvazione del redigendo bilancio preventivo, si preoccupano di fare inserire nel bilancio 2012 tutte le voci di spesa e avanzano al presidente del consiglio comunale la richiesta di iscrivere all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale la discussione della loro nota, con motivati pareri, in forma scritta, su ognuna delle poste di spesa elencate. Se Monti piange, il sindaco Sero non ride. Il momento è grave e non si sa come superarlo.

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