l’ospedale di Cariati, condannato a lenta agonia

CARIATI – Ogni tanto lo si dimentica, forse ad arte, ma la questione dell’ospedale di Cariati, condannato a lenta agonia, decretata da tempo immemorabile dai soloni della politica che conta e dalla ignavia dei sindacati, sta esalando l’ultimo respiro. Al capezzale del moribondo si alternano, costernati, dotti, medici e sapienti, come cantava Bennato, ma la cura che si sapeva essere palliativa, proposta sull’onda di specifici interessi di parte d’ogni colore, non sortisce più alcun effetto benefico ed, anzi, accelera, attraverso un reiterato e stolto accanimento terapeutico, una morte annunciata. A gettare sale sulla ferita è la delibera regionale n. 87 del 12 febbraio scorso, la quale stabilisce che tutti i presidi ospedalieri calabresi con meno di 60 posti per acuti sono destinati a chiudere. Il “Cosentino” di posti ne avrebbe 59, ma, certifica il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Franco Petramala, intervenuto ad un consiglio comunale da hoc, si tratta di dati sbagliati, un refuso che sarebbe frutto di una cattiva comunicazione tra la periferia ed il centro: “La commissione incaricata di stilare la delibera ha commesso errori rilevanti e macroscopici per quanto riguarda il numero di posti letto relativi agli ospedali di Praia a Mare e di Cariati. Il nosocomio cariatese ha 79 posti letto, come stabilito dalla nostra delibera del 27 ottobre 2009. E’ evidente che la commissione regionale ha preso un abbaglio”. Errore materiale? Malafede? Intanto il consiglio comunale, finalmente all’unanimità, chiede alla giunta regionale di rivedere certi numeri. Detto fatto, perché, probabilmente nell’ultima riunione dell’esecutivo targato Loiero, il 25 marzo scorso si cerca di rimediare. Ma si danno, letteralmente, e rispettosamente, i numeri. Il governo regionale rettifica la delibera “incriminata” e, forse per la le elezioni incombenti, perde il senso della realtà: i posti letto dello stabilimento cariatese diventano 91. Ma la matematica, si dice, non è un’opinione, perché nell’allegato ufficiale la somma tra ricoveri ordinari (84) e day hospital (20) fa 104. Ma non basta: nel computo ci sono anche i posti letto della dismessa chirurgia generale (17); di dialisi (9), che è un servizio a parte; di geriatria (10) che di posti ne ha 4; di lungodegenza (20) che non esiste; Insomma, siamo nel mondo del virtuale, perché al “Cosentino” di Cariati, verificare per credere, i soli posti attivi, e reali, sono i 32 di medicina generale ed i 7 di cardiologia, punto. Il resto è demagogia, perché quaggiù sanno solo dirci ciò che non vogliono e, a quanto pare, non vogliono nulla. Fuori di certe dispute di puro potere c’è il buio assoluto e un totale vuoto di progetti e di semplici opinioni. Nessuno ha il coraggio di dire che il sistema calabrese è alla frutta. Non lo possono dire perché non lo vogliono fare. E non lo vogliono fare perché è su certe meschinità che giocano e campano. Tutti.

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