Let me TAC  you down  e I’m looking through you   – I Beatles e la Tomografia computerizzata

E’ risaputo che molte  scoperte scientifiche nascono da eventi causali, che, se  capitano sotto  gli occhi di osservatori attenti, curiosi e intelligenti, possono essere valorizzate in modo adeguato,  fino ad arrivare a modificare le nostre convinzioni e abitudini, e a migliorare la nostra esistenza. Ne  è un esempio, come noto, la scoperta della penicillina di Alexander Fleming  o del vaccino contro il vaiolo di Jenner: l’assenza di sviluppo di colonie batteriche in un terreno di coltura contaminato da muffe,  o la constatazione che i soggetti infetti da vaiolo vaccino non contraevano la pericolosa forma umana di questa malattia ad osservatori non attenti e curiosi sarebbero parse irrilevanti. Ma la fortunata causalità ha invece voluto che tali fenomeni venissero osservati da studiosi intelligenti e pronti a cercare una spiegazione logica e plausibile per  fenomeni inattesi. E così l’umanità si è potuta dotare della penicillina e degli antibiotici, e dei vaccini, arma di primaria importanza, forse la più importante di tutte, nella lotta contro le malattie infettive.

La TAC: anche la sua scoperta è avvenuta causalmente, e anche questa volta per merito di una persona neanche laureata, uno studente per di più mediocre, incapace di riportare voti decenti nelle materie scolastiche, brillante soltanto in matematica e in fisica: ma testardo e curioso, e pronto a  non fermarsi davanti a nessun ostacolo che potesse irragionevolmente inficiare le sue convinzioni.  Si chiamava Godfrey Hounsfield, un cittadino inglese nato a Sutton on Trent nel 1919, che nel corso della sua attività di studente riuscì  a malapena a conseguire  titoli di studio non universitari, ma quando la sua fama giustamente si affermò fu sommerso da un numero  incredibile di lauree Honoris causae, alcune ruffiane altre giustamente riconoscenti, tutte meritate. Ma… Cosa diamine c’entrano i Beatles con la Tac? c’entrano, c’entrano, e  probabilmente tanto! Perché sia il magico quartetto di Liverpool, sia Godfrey lavoravano per la EMI, Electrical e Music industries, che nei primi anni del dopoguerra non era come oggi solo una industria discografica ma si occupava di tutto dalla produzione di dischi a quella di strumenti musicali e radiofonici. La fortuna della EMI consistette nell’assumere il quartetto che diventerà leggendario e farà guadagnare alle EMI  montagne di sterline paragonabili alla catena dell’Himalaya, e ad assumere  lo stesso Godfrey capace di mettere a frutto i finanziamenti in favore della ricerca scientifica che gli introiti provenienti dalla vendita dei dischi dei Beatles consentivano.

Godfrey nel corso della seconda guerra mondiale si era arruolato nella Royal Air force, la RAF, che, come sapete, sconvolse i piani di Hitler e Goering, riconducendo i due  ad assai minori mire espansionistiche, diventò  un tecnico dei Radar   imparando moltissimo nel settore delle telecomunicazioni al punto da ottenere finanziamenti  e borse di studio  per lo sviluppo di questa tecnologia.   Fu assunto dalla EMI nel dopoguerra per perfezionare le sue scoperte nella tecnologia di puntamento dei sistemi radar, ma ben presto si appassionò allo sviluppo dei computer  e riuscì a costruirne persino uno, rudimentale ma funzionante, l’EMIDEC 1100.   Tutto questo lavorio frutto di testardaggine, intelligenza e perseveranza avveniva mentre il quartetto di Liverpool faceva incamerare alla EMI, come dicevo,  una quantità smisurata di denaro, tale da consentirle di finanziare progetti di ricerca  con l’intento di sviluppare nuove idee in tema di tecnologia dei computer e delle telecomunicazioni. Così un giorno Godfrey,   amante delle montagne (come me), mentre passeggiava nei boschi ebbe un’idea geniale destinata a rivoluzionare la medicina. Pensò che forse era possibile comprendere cosa potesse contenere una qualunque scatola  dopo averla irradiata  con raggi x da più angolazioni  ricostruendo   l’immagine in modo tridimensionale con  l’ausilio del computer.  L’oggetto misterioso era, per così dire scomposto in tante fette e poi ricostruito attraverso complessi calcoli matematici fino a dare una immagine completa e a tre dimensioni del suo contenuto. Era nata la TAC.

Un giorno, era il 1969,  il dottor James Ambrose, famoso neuroradiologo del Regno Unito, ricevette una strana e bizzarra telefonata: dall’altro capo del filo era Godfrey che nel tentativo di metter a frutto la sua geniale idea proponeva al famoso dottore di verificare la bontà della sua invenzione e proporne l’uso in medicina. Ambrose, da persona curiosa ed intelligente,  non si lasciò scoraggiare dal carattere probabilmente eccentrico e pittoresco dell’interlocutore, e accettò di incontrarlo per discutere della sua invenzione e verificarne un eventuale utilizzo in clinica.

Godfrey Hounsfield

Vinte le prime diffidenze, alimentate dal carattere schivo e  sospettoso  di Godfrey, Ambrose accettò di consegnargli una scatola, contenente   il cervello affetto da una patologia neoplastica che aveva portato a morte il paziente, a cui il cervello apparteneva. Godfrey svolse bene il suo lavoro, irradiò la scatola ricevuta e della quale non conosceva il contenuto da tutte le angolazioni possibili e dopo circa 10 giorni di calcoli matematici fatti attraverso il computer riuscì a ricostruire l’immagine tridimensionale contenuta all’interno di essa: Ambrose rimase interdetto e stupefatto: la ricostruzione fatta da Godfrey consentiva la visualizzazione dettagliata del tumore endocranico e si riusciva perfino ad individuarne i contorni e i versamenti emorragici che a questa si accompagnavano. Da quel giorno i due collaborarono per tutta la vita.

Convinta della utilità dell’invenzione la EMI, sostenuta stavolta da straordinari finanziamenti provenienti dal Ministero della Salute di Sua Maestà, accettò di finanziare ulteriormente Godfrey e Ambrose al fine di migliorare la invenzione e renderla utilizzabile in medicina. E così nel 1971 a una donna di 41 anni venne per la prima volta nella storia effettuata una TAC cranica, che consentì  di confermare il sospetto di una cisti  e individuarne correttamente la localizzazione. Il chirurgo chiamato ad operare la paziente affermò che le dimensioni e la sede della cisti erano localizzate esattamente nella regione individuata dall’indagine radiologica tomografica.  Seguirono rapidi ed incalzanti miglioramenti della tecnologia tomografica, tanto che già pochi anni dopo, nel 1975  con la TAC era possibile effettuare indagini di tutto il corpo umano. Ma già nel 1972 le immagini radiologiche presentate da Godfrey Hounsfield e Ambrose impressionarono i partecipanti al congresso del British Institute of Radiology di Londra tenuto nell’Imperial College della capitale britannica, i quali riservarono una standing ovation ai due: era nata la medicina moderna.  Nel 1979 Godfrey Hounsfield vinse il premio Nobel per la Medicina,  e successivamente incasellò  molte lauree honoris causae. Interessante  e profetica la motivazione in base alla quale gli fu conferito il premio: “Nessun’altra indagine radiologica aveva finora portato a simili risultati, finora i normali esami radiologici del cranio avevano mostrato solo le ossa del cranio, mentre il cervello rimaneva avvolto  in una nebbia grigia. Ora all’improvviso la nebbia si è improvvisamente e per sempre diradata”.

Tornando ai Beatles,  è chiaro che il gruppo non ebbe alcun ruolo nella scoperta della TAC,  ma la fortuna volle che essi venissero scritturati dalla EMI, che dopo aver guadagnato tantissimo denaro per il successo del gruppo di Liverpool, consenti alla casa discografica di finanziare progetti che avrebbero poi determinato una vera svolta nel campo della Medicina e forse dell’Umanità. E,  viene da credere quindi che   la canzone dei Beatles,  I’m looking trough you (guardo attraverso te)  si sia rilevata profetica in questo senso.

Angelo Mingrone

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