LE Lampare mandano un messaggio chiaro, al vicesindaco di cariati: MONTESANTO DIMETTITI!

Le dichiarazioni del Vice sindaco di Cariati Montesanto sulla questione rifiuti e sulla paventata apertura della discarica di Scala Coeli, hanno destato non poco sgomento nell’animo di Comitati, Associazioni, Movimenti, Sindaci del Basso Jonio e Istituzioni che da tempo stanno lavorando e lottando per porre le basi su un ciclo virtuoso dei rifiuti PUBBLICO E PARTECIPATO. Quanto affermato da Montesanto in questi giorni, dopo mesi di silenzio tombale sulla questione, che ripropone a dire la verità le stesse idee già avallate in illo tempore in un Consiglio Comunale, avrà lasciato certamente di stucco fra tutti anche il suo Sindaco Avv Giovanni Filippo Sero, impegnato da tempo assieme ai colleghi del Basso Jonio Cosentino per contrastare l’apertura dell’impianto in contrada Pipino a Scala Coeli in sinergia con la volontà popolare. Ricordiamo che la soluzione tampone di cui tanto parla l’Avv Montesanto è proprio l’apertura della discarica di Scala Coeli, visto che se oggi fosse aperta sarebbe già satura: ci ritroveremmo quindi a discutere di un’altra fossa colma di schifezze in questo territorio dedito da sempre a colture dop, doc e bio! E’ diventato noioso dover ancora assistere al solito teatrino che a giro vede gli stessi attori in scena difendere sempre e solo l’indifendibile, tutti a turno come da copione, ad affermare di “non voler entrare nel merito della questione”, poiché non la conoscono; nonostante ciò, puntualmente, si propongono con questa discarica come salvezza, e magari non hanno nemmeno visitato il sito o letto i documenti! Montesanto dovrebbe rendersi conto che per quanto riguarda la questione Discarica a Scala Coeli, nel merito, vi sono Procure e Tribunali che indagano; al disinformato Montesanto, quota API in Consiglio Comunale, vogliamo ricordare che i Sindaci del Basso Jonio Cosentino e dell’entroterra si stanno battendo per pretendere e chiedere una gestione pubblica e partecipata dei rifiuti, consapevoli insieme ai cittadini che il passato non è la soluzione! Consapevoli che arrendersi alla strategia dell’emergenza voluta e quindi aprire quell’ABUSO significa condannare per sempre questa parte di Calabria! Montesanto afferma che ” E’ risaputo che le gestioni pubbliche sono sempre state fallimentari “…invece in questi anni ci siamo SCIALATI!! La soluzione è infatti un Ciclo virtuoso dei rifiuti e quindi pubblico e PARTECIPATO basato su scelte di lungo periodo e compatibili con l’ambiente, non l’ennesima fossa da riempire in un anno per poi allargarla ancora e ancora!!! BASTA con questi ritornelli stonati! Inoltre, visto che il Signor Montesanto è Ass. ai lavori pubblici farebbe bene a occuparsi di ciò che gli compete interessandosi magari alla “pioggia di denaro” che avrebbe dovuto inondare Cariati riguardante il rifacimento della viabilità al momento fatiscente e di tutti i manufatti comunali che giorno dopo giorno perdono dei pezzi! Non è necessario altresì dopo un bel lungo letargo svegliarsi alle porte della primavera e premere sulla messa in funzione di una discarica con un iter procedurale “discutibile”… Infine la Summa: il Sindaco di Scala Coeli, Avv Mario Salvato in una recente riunione a Cariati con i Sindaci del territorio ha asserito che il Comune di Scala Coeli giammai darà autorizzazione per quanto concerne la strada comunale di accesso alla discarica! È chiaro che il Vice-Sindaco è in totale minoranza sia in giunta che nell’intero Paese, come è altrettanto chiaro che è stato forse consigliato male anzi malissimo da qualche suggeritore ballerino. Ci si riempie la bocca di Turismo, si partecipa e si organizzano meeting ed incontri pubblici che parlano di valorizzazione, di bandiera blu e poi come se niente fosse si preme sull’apertura di una discarica a pochi km da tutto ciò, come se il problema rifiuti della Sibaritide si possa risolvere con la messa in funzione di una discarica abusiva. Tutto ciò è veramente assurdo e inconcepibile. L’incapacità di amministrare dell’ Avv Montesanto ci costringe, come Movimento, a chiedere le sue dimissioni o la rinuncia alle proprie deleghe, come ha giá fatto qualche suo collega di maggioranza. Ecco perché non è attiva la Discarica di Scala Coeli; ce lo ricorda l’Assessore alla Provincia Leonardo Trento “Nel merito della questione si segnalano a tutt’oggi: – la mancanza ab origine dei titoli di proprietà da parte della richiedente Bieco r.s.l., solo alcuni dei quali – relativi a singole particella – risultano regolarizzati soltanto a giugno 2012 (in proposito vedasi lo stesso provvedimento emesso dal Dipartimento Ambiente della Regione in data 25.01.2013), senza che ciò abbia comportato il doveroso annullamento dell’autorizzazione; la certificata (ed ammessa dalla stessa Regione Calabria col suddetto provvedimento del 25.01.2013) presenza di importanti coltivazioni DOP, DOC e Biologico che inibisce la realizzazione dell’impianto di che trattasi e che avrebbe, anch’essa, dovuto determinare l’immediata revoca dell’autorizzazione ; a tal ultimo proposito si richiama la nota prot. N. 241929 del 10.07.2012 del Dipartimento regionale Agricoltura che certifica che la discarica in questione ricade interamente nella predetta area protetta; per come certificato dalla Provincia di Cosenza, con verbale di sopralluogo prot. Gen. N. 59955 del 19.06.2012, non sono state rispettate le prescrizioni imposte dallo stesso Ente in sede di AIA. Inoltre, rispetto al richiamato provvedimento del 25.01.2013, emesso dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, non risulta presso la Provincia di Cosenza – settore Demanio Idrico – la pretesa nota prot. N. 346419 del 19.10.2012, la quale – a dire del Dipartimento Ambiente della Regione – dovrebbe contenere i rilievi, evidentemente ritenuti superati dalla stessa Regione. Così come non risulta prodotta alla Provincia di Cosenza alcuna istanza di concessione di sdemanializzazione delle aste fluviali abusivamente inglobate dalla discarica e, quindi, al contrario di quanto affermato nel provvedimento regionale richiamato (25.01.2013) non è in itinere alcun procedimento di sdemanializzazione. Come noto la discarica in questione, seppure realizzata nel sopra descritto contesto di plurime “violazioni” e discutibili procedimenti amministrativi, non è servita da alcuna strada di accesso, atteso che la strada provinciale di Crotone SP 6, risulta da anni inagibile e interdetta al traffico di qualsiasi genere giusta ordinanza n. 9 del 22.09.2004 della Provincia di Crotone, mai revocata, e che la successiva stradella comunale risulta poco più che una mulattiera che attraversa ben due torrenti e che, pertanto, non è percorribile da alcun mezzo”. Movimento Le Lampare BJC Cariati

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