Il Consiglio di Stato annulla la delibera sul bilancio a seguito del ricorso dei consiglieri di minoranza

Nel dicembre del 2012, i consiglieri di minoranza del Comune di Cariati, Filomena Greco, Tommasino Critelli, Mario Sero e Francesco Cosentino (che, in realtà, rappresentano il 64% degli elettori), non avendo ottenuto nessun ascolto sulle loro osservazioni, relative alla delib. N 63 del 29.11.2012, avente ad oggetto “Approvazione dell’esercizio finanziario 2012. Salvaguardia di bilancio e ricognizione stato di attuazione dei programmi, art. 193 D.lgs 267/2000” si erano rivolti al TAR di CZ, per chiedere la sospensione dell’atto deliberativo consiliare, per evidenti motivi di illegittimità. Avevano, infatti, rilevato che tutte le entrate di bilancio, per la salvaguardia degli equilibri, erano in sostanza delle ipotesi, non supportate da concrete possibilità di realizzo, in dispregio delle norme vigenti e con il parere contrario del responsabile dell’area finanziaria del Comune, ma soprattutto adottate da una maggioranza consiliare, senza il necessario numero di consiglieri occorrente. Il TAR di Catanzaro, respingendo l’istanza dei consiglieri di minoranza, non aveva accolto la richiesta di sospensione della deliberazione n.63. Gli stessi consiglieri, convinti delle loro ragioni e difesi dall’ avvocato Alfredo Gualtieri, erano ricorsi in appello contro il Comune di Cariati e nei confronti del sindaco Filippo Sero e dell’assessore al bilancio Lello Celeste, difesi dall’avvocato Oreste Morcavallo, al Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso e l’istanza di sospensiva, trasmettendo al TAR di CZ la relativa ordinanza per la sollecita fissazione dell’udienza di merito. La motivazione del Consiglio di Stato è stata basata, oltre agli elementi evidenziati nel ricorso, in particolare sulla circostanza “ che la deliberazione impugnata è stata, comunque, assunta in assenza del quorum incidente sulla regolare composizione del Consiglio Comunale e che, sia pure ad un primo, sommario esame proprio della fase cautelare, la circostanza appare aver costituito lesione del diritto all’ufficio degli attuali appellanti”. I consiglieri di minoranza, a seguito dell’ordinanza n. 833/2013, del Consiglio di Stato hanno subito inviato, in data 12.03.2013 al prefetto di Cosenza, e per conoscenza al sindaco di Cariati, una comunicazione urgente per intervenire per quanto di competenza, evidenziando “ la violazione dell’articolo 193 T.U. 267/2000 e il mancato riequilibrio del bilancio 2012, per non provocare danni, i cui costi dovranno essere pagati dai cittadini e adottare i provvedimenti necessari per il ripristino della legalità all’interno del Comune di Cariati”. “La maggioranza comunale che disamministra il Comune di Cariati, ci ha dichiarato Francesco Cosentino, voleva far passare la tesi antidemocratica, arrogante e illegittima che i consigli comunali locali si possono tenere anche senza il necessario numero legale. Il Consiglio di Stato, ha concluso il capogruppo dell’UDC Cosentino ha fatto giustizia, riconoscendo i sacrosanti diritti dei consiglieri comunali di opposizione.

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