La riqualificazione della strada statale 106 ionica,

Si sente ormai la necessità impellente di affrontare, in maniera radicale e rigorosa, la triste vicenda della SS.106. La cosiddetta “strada della morte”, così come la nomina nel suo libro: “Chi é stato?”, l’autore Fabio Pugliese. Scade in questi giorni la data indicata, lo scorso luglio dal Ministro ai Trasporti e alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, per aggiornare l’Intesa generale quadro della Regione Calabria con il Governo. Il documento programmatico, previsto dalla legge obiettivo, potrebbe riprendere per la destinazione delle risorse, tra le sue priorità, il progetto di riqualificazione della strada statale ionica 106. Sul tema si sconta, purtroppo, un forte ritardo storico. C’é un atavico disagio strutturale, in un sistema complessivo molto più ampio, di sistemazione dell’importante arteria. E’ matura la necessità di prevedere risorse non solo per competenza, nel lungo periodo, ma immediatamente disponibili per opere cantierabili nell’immediato, che abbiano ricadute immediate per la risoluzione del problema. Il senso dovrebbe essere quello che Stato, Regione ed enti locali, con scadenze precise, si impegnano a spendere, bene e in modo qualificato, le risorse, pena la revoca. In sostanza, la Regione Calabria dovrebbe inserire nell’aggiornamento dell’Intesa quadro, tra le sue emergenze infrastrutturali la SS.106, in modo da garantire un sistema viario e di servizi per la mobilità delle persone e delle merci, integrato con le grandi reti di trasporto nazionale ed europee. La riqualificazione della strada statale 106 ionica calabrese, passa attraverso il completamento di opere incompiute, l’identica sezione viaria, la realizzazione di arterie che decongestionano le aree urbane, la rimodulazione di tratte pericolose e, infine, l’eliminazione di ingressi incontrollati lungo la strada. La SS.106 ionica non deve rappresentare solo una priorità regionale, ma deve diventare un obiettivo del Governo nazionale, per la posizione strategica che occupa di propensione verso il Mediterraneo e il Mezzogiorno d’Italia. L’ammodernamento, quindi, dell’arteria non é più rinviabile. Urge che si elabori un piano economico/finanziario, allo scopo di modernizzare finalmente la statale 106. Infatti, non si può parlare di sviluppo sistemico della zona, senza che si favorisca un più accessibile accesso al territorio. Solo così l’area diventa appetibile per progetti di investimento che fanno da contraltare al fenomeno dell’impoverimento, a partire dalla perdita di capitale sociale. Il tempo scorre inesorabile e serve che gli amministratori pubblici non perdano altro tempo. Da ultimo, resta un aspetto importante. Le popolazioni che si affacciano sulla statale ionica della Calabria non vogliono più piangere le tragiche morti di altre persone, figli dei Comuni attraversati. Una volta per tutte, bisogna dire basta a eventi drammatici e cogliere forse la possibile apertura sul problema, da parte del Governo Letta. Meglio battere il ferro quando é caldo. Nicola Campoli

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