LA NEVE IN CALABRIA DIVENTA UN DISAGIO

LA NEVE IN CALABRIA DIVENTA UN DISAGIO I TURISTI SI LAMENTANO QUASI OVUNQUE L’ECCEZIONE DI NOVACCO, SUL POLLINO Catanzaro (CS), Mercoledì 20 Gennaio 2010 – Stagione invernale 2010, a LORICA e CAMIGLIATELLO oltre 70 centimetri di neve ma biglietterie e impianti di risalita chiusi nelle ore più impensate, parcheggi a pagamento, piste non battute e punti di ristoro con la saracinesca abbassata. È quanto succede sull’altopiano Silano. Ecco come la neve diventa disagio e iattura, in Calabria! Né è andata meglio ai diversi turisti che, nelle scorse settimane, avevano deciso di andare a sciare sulla pista azzurra di GAMBARIE D’ASPROMONTE. Anche qui, gli appassionati della montagna, così come essi stessi hanno raccontato pubblicamente, hanno dovuto annullare le prenotazioni del weekend, sci in spalla, per dirigersi altrove. LE CAUSE? NON CERTO L’ASSENZA DI NEVE, ANZI. Semmai, la mancanza di programmazione, comunicazione e di capacità, da parte del pubblico, di previsione e gestione, non delle emergenze, ma della neve stagionale come fattore, sì meteorologico, ma di autentico sviluppo turistico. Nella mappa calabrese delle disfunzioni a livello turistico invernale, così come del resto raccontate sulla stampa da turisti ed amanti delle neve e della montagna malcapitati in questi giorni quasi ovunque, qualche eccezione fa però parlar bene d se’. Fatte le dovute differenze e proporzioni, soltanto il Pollino calabrese, con NOVACCO (nel territorio di SARACENA), l’unico grande pianoro ad oltre 1300 metri fruibile per lo sci da fondo, pare tenga alta, in queste ore, la bandiera dell’efficacia e dell’efficienza nella gestione delle emergenze atmosferiche (leggasi neve, in Calabria) e soprattutto quella della capacità di accoglienza. Il TUTTO ESAURITO, nell’attrezzato Centro Turistico comunale e sui 18 chilometri di piste battute dai mezzi del Comune, fatto registrare in questi primi weekend di gennaio, dopo la copiosa nevicata di due settimane fa, ma soprattutto la totale fruibilità ed accessibilità dei luoghi e delle strutture, unitamente all’autentico spirito di accoglienza dimostrato dallo staff di promozione turistica, rappresentano certamente una valida bussola, in termini di management della neve e della montagna, in una complessiva offerta regionale che non lascia certo a desiderare.

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