LA CALABRIA CHE VUOLE RESTARE: UNA NUOVA GENERAZIONE CHIEDE SPAZIO!

Salvatore Giordano eletto referente regionale del Network Giovani M5S. Dall'Università della Calabria ai territori, il progetto punta a trasformare partecipazione, competenze e impegno civico in una nuova classe dirigente

Salvatore Giordano

Antonio Loiacono

Salvatore Giordano è il nuovo Referente regionale per le Politiche Giovanili del Network Giovani del Movimento 5 Stelle Calabria. L’elezione, maturata al termine delle consultazioni online del 9 luglio, apre una nuova fase per l’organizzazione giovanile del Movimento nella regione, chiamata a confrontarsi con temi come partecipazione, diritto allo studio, spopolamento e costruzione di una nuova classe dirigente.

Un risultato rimasto in bilico fino all’ultimo voto, che consegna al nuovo referente una responsabilità tanto significativa quanto impegnativa. La vittoria certifica la fiducia della maggioranza degli iscritti che hanno partecipato alla consultazione, ma racconta anche una competizione autentica, nella quale il consenso si è diviso quasi perfettamente tra i due candidati.

È proprio questo equilibrio a rendere il mandato ancora più delicato: trasformare una sfida elettorale combattuta in un percorso capace di unire sensibilità diverse attorno a un progetto comune.

L’elezione arriva in una fase nella quale la questione giovanile rappresenta uno dei principali nodi irrisolti della Calabria.

Lo spopolamento, la fuga dei laureati, il lavoro precario, le difficoltà di accesso ai servizi, il diritto allo studio e le profonde differenze tra aree urbane e territori interni continuano a segnare il destino della regione.

Sono temi che il nuovo referente ha posto al centro della propria candidatura, rifiutando l’idea di un’organizzazione giovanile destinata ad animarsi soltanto durante le campagne elettorali.

«La politica comincia davvero quando smette di parlare soltanto a chi è già dentro e raggiunge anche chi è rimasto a osservare da fuori», aveva scritto annunciando la propria candidatura.

Per Giordano il Network dovrà diventare una presenza stabile in tutta la Calabria, capace di dialogare con università, luoghi di lavoro, città, piccoli comuni e aree interne, affinché nessun territorio resti ai margini dei processi decisionali. La sfida, nelle sue intenzioni, è trasformare il Network in uno strumento permanente di elaborazione politica, capace di leggere i bisogni dei territori e tradurli in proposte per le istituzioni.

Studente di Fisica all’Università della Calabria, Salvatore Giordano arriva a questo incarico dopo un percorso che intreccia attività scientifica, rappresentanza universitaria e impegno civico.

Negli ultimi anni è stato rappresentante degli studenti nel Consiglio del Dipartimento di Fisica, componente di numerose commissioni accademiche e vicepresidente del Consiglio degli Studenti dell’Università della Calabria. Ha fondato la Redazione Social del Dipartimento di Fisica, collaborando alla comunicazione istituzionale e alla divulgazione scientifica, partecipando inoltre a progetti promossi dall’INFN, dal CERN e dall’INAF.

Parallelamente ha maturato un’intensa esperienza nella partecipazione civica, fino a diventare presidente del Consiglio Comunale dei Giovani di Cosenza e promotore di iniziative dedicate ai temi della cittadinanza, dell’Europa, della ricerca scientifica e della formazione politica.

Un profilo costruito fuori dalle tradizionali scuole di partito, nel quale l’esperienza amministrativa si intreccia con quella universitaria e con la comunicazione pubblica.

Nelle prime dichiarazioni successive all’elezione, Giordano ha scelto di allargare immediatamente il campo della riflessione.

«Essere stato eletto referente regionale per le politiche giovanili, per me, è un’assunzione di responsabilità che va ben oltre il coordinamento di una struttura giovanile.»

Per il nuovo referente, infatti, la questione giovanile non può essere ridotta ai soli temi del lavoro o dello studio.

«Quando migliaia di giovani sono costretti a partire, si restringe lo spazio del possibile. Si impoveriscono i comuni, si indeboliscono le università, si riduce la domanda di innovazione e la politica finisce per rivolgersi sempre agli stessi gruppi, agli stessi interessi, agli stessi equilibri.»

Da qui nasce l’idea di un Network che, seguendo anche l’impostazione indicata dal presidente Giuseppe Conte, non sia una semplice articolazione anagrafica del Movimento, ma un’infrastruttura politica nella quale si costruiscano competenze, si elaborino proposte e si formi una nuova classe dirigente.

«Non mi interessa un’organizzazione giovanile che produca soltanto comunicati, convegni o fotografie», afferma Giordano. «Mi interessa costruire un luogo nel quale un giovane calabrese possa acquisire strumenti per comprendere la propria regione e poi cambiarla.»

A sottolineare il valore del percorso di Giordano è stato il professor Francesco Valentini, direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università della Calabria, che ha definito l’ateneo «una straordinaria palestra di cittadinanza», ricordando l’impegno dello studente nella rappresentanza universitaria, nella nascita della Redazione Social del Dipartimento e nella comunicazione istituzionale.

Parole che descrivono un percorso sviluppato ben prima dell’impegno politico regionale e che riconoscono il valore dell’esperienza maturata all’interno della comunità accademica.

Lo stesso messaggio di auguri è stato rivolto anche a Gemma Silvia Di Betta, eletta Vice Referente regionale, chiamata insieme a Giordano ad accompagnare la crescita del Network Giovani in Calabria.

I numeri raccontano una competizione rimasta aperta fino all’ultimo. Salvatore Giordano ha ottenuto 40 preferenze, superando Mara Cipolla, che ha raccolto 38 voti. Alle consultazioni hanno partecipato 78 iscritti sui 486 aventi diritto, pari al 16,05%. Un’affluenza che non incide sulla legittimità del risultato, ma che richiama una sfida comune a tutte le organizzazioni politiche: riportare un numero sempre maggiore di giovani dentro gli spazi della partecipazione.

È una sfida che riguarda il Movimento 5 Stelle, ma che attraversa trasversalmente tutto il sistema politico italiano.

Per il nuovo referente regionale sarà proprio questa la prima prova: trasformare il consenso ottenuto alle urne interne in una comunità più ampia, radicata nei territori e capace di coinvolgere chi oggi osserva la politica da lontano.

C’è poi una curiosità che va oltre il risultato elettorale e che racconta qualcosa della Calabria meno conosciuta.

Salvatore Giordano e Pasquale Tridico, oggi capogruppo del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, condividono infatti un legame profondo con Scala Coeli, piccolo comune dell’entroterra ionico cosentino nel quale entrambi affondano le proprie radici.

Una coincidenza soltanto geografica? Probabilmente sì. Ma anche i luoghi, qualche volta, raccontano storie!

Da un centro di poche centinaia di abitanti provengono oggi due figure chiamate a ricoprire responsabilità politiche su livelli molto diversi: una nella massima assemblea elettiva dell’Unione europea, l’altra alla guida dell’organizzazione giovanile regionale del Movimento 5 Stelle.

È un dettaglio che restituisce un’immagine diversa delle aree interne calabresi, troppo spesso descritte esclusivamente attraverso lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione o la carenza di servizi. Quelle stesse comunità, quando riescono a investire nella formazione e nella partecipazione, continuano a esprimere energie e competenze capaci di raggiungere contesti ben più ampi dei loro confini geografici.

Nelle sue riflessioni, Salvatore Giordano ha condensato il senso del proprio impegno in una frase che va oltre la cronaca dell’elezione: «Non dobbiamo chiedere a questa generazione di avere fiducia nel futuro. Dobbiamo darle il potere di determinarlo

È un’affermazione che sposta il dibattito dalla retorica sulle nuove generazioni alla responsabilità della politica.

Perché una Calabria che continua a perdere giovani non ha bisogno soltanto di raccontare il proprio futuro. Ha bisogno di creare le condizioni affinché chi studia, lavora e costruisce competenze possa scegliere di restare senza vivere quella scelta come una rinuncia.

Ogni generazione riceve un’eredità e una responsabilità. L’eredità della Calabria è una terra che da troppo tempo vede partire i suoi giovani migliori. La responsabilità di chi oggi assume un ruolo pubblico è provare a interrompere questa consuetudine.

L’elezione di Salvatore Giordano non cambia, da sola, il destino della regione. Nessuna elezione può farlo. Ma ogni cambiamento comincia quando qualcuno sceglie di trasformare un incarico in un impegno e una comunità in una possibilità.

La storia, quasi sempre, non inizia con i grandi eventi. Comincia quando una generazione decide che è arrivato il momento di scrivere la propria.

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