La buona prova di Cariati

Sono preoccupato per la mia Cariati. Le notizie che mi arrivano, grazie a una serie di contatti telefonici e messaggi che mantengo costantemente, mi portano a fare alcune brevi riflessioni.

Al sopraggiungere delle prime notizie di contagi tra i cariatesi, c’è bisogno di reagire con solidarietà e sensibilità collettiva. Mai deve diventare una ricerca estenuante e spasmodica del concittadino e dei suoi familiari, ahimè, coinvolti. Rappresenterebbe un grave errore. A tutti potrà capitare. Nessuno è escluso. Speriamo naturalmente che non avvenga la diffusione di massa e che tutto possa essere contenuto. 

Ormai siamo a rischio del COVID-19 senza neanche ce ne accorgiamo, nonostante le tante precauzioni che prendiamo nel nostro quotidiano. Vanno, senza dubbio, bloccate le fughe di notizie che provocano un senso di smarrimento, aggravando così una situazione che deve, invece, spingere particolarmente sulla solidarietà e fratellanza tra le persone in seno alla comunità. Adesso è importante che tutti rispettino le regole e si scambiano le informazioni. Bisogna restare a casa e uscire esclusivamente per ragioni eccezionali: alimenti, sanità e pochissimo altro.

Cari amici e amiche cariatesi non vi fate prendere dall’idea che avete dinanzi a voi spazi sconfinati  dove potreste non incontrare nessuno. Meglio evitare. Sarebbe di sicuro un’azione apprezzata per la tutela di tutti. Infine, la vera sfida che l’epidemia ci sta ponendo è di restare umani anche durante questi giorni difficili.

Non bisogna mettere in pericolo altre persone se non è necessario. Riscoprite il senso e spirito di comunità che vi fa tutti più forti per combattere ansie e incertezze. Aiutare chi possiamo, in particolare chi è più debole. Offrire vicendevolmente gentilezza, seppure a distanza, in ogni possibile maniera. Attraverso i buoni sentimenti dobbiamo rafforzare il sistema immunitario. 

Cariati sono sicuro è più coraggiosa di qualunque minaccia. Più forte di qualunque virus. Spero di incontrarvi davvero tutti molto presto e nel frattempo un forte abbraccio affettuoso e tenete duro come sono “dure” e “determinate” le vostre teste. 

ps: un plauso lo riservo ai lavoratori, molti amici e amiche, del supermercato CONAD e alla famiglia Parrilla che nel video diffuso sul rete, mi ha fatto sentire particolarmente orgoglioso e fiero di appartenere alla comunità cariatese: bravissimi! 

Nicola Campoli

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