Invece di praticare il gioco avariato dello scaricabarile, le istituzioni, comunali e sovra comunali, dovrebbero mostrare, come è doveroso, il massimo rispetto per le libertà democratiche

Invece di praticare il gioco avariato dello scaricabarile, le istituzioni, comunali e sovra comunali, dovrebbero mostrare, come è doveroso, il massimo rispetto per le libertà democratiche e l’esercizio legittimo delle forme di rappresentanza popolare sancite dalla costituzione. Assistiamo ancora alla classica fumata nera, quel nero che sta ammorbando il clima politico e civile di Cariati e che rischia di affossare definitivamente le libertà democratiche del nostro Comune. Il consiglio Comunale, da noi chiesto fin dal 9 Marzo scorso, in barba a tutte le norme di legge ancora non è stato convocato. Sia chiaro: per noi non si tratta di un capriccio. Noi rappresentiamo una parte di elettorato, e quindi di cittadini, che esigono risposte certe e definitive su questioni scottanti e vitali. Il consiglio richiesto dalle minoranze si sarebbe dovuto tenere entro VENTI giorni dall’istanza. Ma giusto per non farci mancare niente, ecco l’imprevedibile: il presidente del consiglio Leonardo Trento, cui è demandato l’onere della convocazione, si dimette il 28 Marzo. Pur non entrando nel merito delle dimissioni, ci preme rilevare l’atteggiamento ostativo del sindaco Filippo Giovanni Sero il quale, a nostro avviso, sta tentando maldestri espedienti tesi a differire il più possibile la convocazione medesima attraverso interpretazioni normative impalpabili, eteree, evanescenti ed, in una parola, risibili. Evidentemente ci sono problemi assai gravi in seno alla maggioranza di Palazzo Venneri. E questo può importarci ancor di meno se non fosse che è in gioco la dignità dei consiglieri comunali di minoranza e della stragrande maggioranza dei cittadini che hanno loro conferito mandato di rappresentanza. Perché il sindaco e la sua truppa temono il confronto nella sede deputata delle istituzioni locali? Perché non si applica lo Statuto che, nella specie, è chiarissimo? Cosa aspetta la Prefettura a diffidare chi di dovere affinché il consiglio si convochi? La verità, amara e gravissima, è che qualcuno ha sospeso la democrazia e con essa anche i diritti di tutti i cittadini alla mercé delle basse manovre dei soliti dignitari di corte il cui impegno esclusivo è la conservazione del potere. Ed intanto decine e decine di fornitori, imprese, ditte, esercizi commerciali, assieme ai dipendenti comunali ed ai lavoratori precari, aspettano di riscuotere il dovuto; il caos finanziario è senza limiti e non è dato saper che fine hanno fatto le somme riscosse dalla SOGEFIL (che ha avanzato anche richiesta di risarcimento danni a seguito della risoluzione anticipata del contratto) né quali sono le azioni legali intraprese dal Comune nei suoi confronti; le spese allegre ed inutili impazzano ed i soliti amici, in tempi di vacche magre, trovare il tempo d’ingrassare ugualmente. Fino a quando durerà tutto questo? Per il momento Buona Pasqua a tutti. Filomena Greco

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