Il territorio unito contro il commissario e l’assessore Pugliano.

Questa mattina abbiamo affiancato i sindaci ed i lavoratori in un lungo pacifico corteo lungo la statale 106. Riteniamo quanto accaduto questa mattina un momento molto significativo. Il territorio unito come mai prima d’ora spinto dai comitati territoriali, con delle parole d’ordine chiare, a partire dalla fine del commissariamento all’emergenza rifiuti e dal fallimento dell’assessorato all’ambiente. Un fallimento volontario bipartizan, che si ripete da ormai 15 anni con governi regionali di ogni colore, sullo sfondo di una speculazione privata non estranea ad interessi politico-malavitosi, che rappresenta il vero mandante di questo disastro. Una serie di speculatori che nel corso degli ultimi anni, con la connivenza di buona parte delle istituzioni, hanno scippato ai cittadini miliardi di euro. Ci uniamo e rilanciamo l’appello dei sindaci: è necessario chiudere la stagione della speculazione sui rifiuti. E andiamo oltre: apriamo la stagione della responsabilità dei municipi e dei cittadini. Una gestione pubblica che attraverso la partecipazione dei cittadini smentisca un passato di carrozzoni elettorali e di decisioni al chiuso delle stanze. Non si tratta di una ipotesi da valutare, ma dell’unica possibilità corretta, in quanto i rifiuti costano ai cittadini spese enormi e rischi per la salute, indi per cui ogni cittadino deve poter intervenire direttamente negli organi di gestione del sistema. Ad oggi persino le istituzioni locali si infrangono contro un muro di gomma: uno strumentale rimpallo di responsabilità tra aziende ed uffici commissariali e regionali che permette la perpetrazione sistematica di disastri ambientali ed inefficienze, tutto a svantaggio dei cittadini. Ribadiamo che la via è tracciata: 1. ripubblicizzazione e manutenzione straordinaria degli impianti di trattamento attualmente mal funzionanti e gestiti pedestramente per anni dai privati, in modo da diminuire drasticamente la quantità di rifiuti da conferire in discarica ; 2. gestione dei conferimenti con gli attuali siti, opportunamente alleggeriti, senza nuovi disastrose soluzioni tampone come nuove discariche ; 3.entro sei mesi mettere nelle condizioni, ed allo stesso tempo obbligare, tutti i comuni a fare la raccolta differenziata spinta porta a porta, quindi senza i cassonetti, ed avviare la filiera del riciclo e riutilizzo. Ribadiamo che la densità abitativa della Calabria permetterebbe una implementazione di un ciclo sostenibile e semplice, senza l’esigenza di grosse competenze che ridurrebbe i costi dei comuni, creerebbe economia e nuovi posti di lavoro. Invertire la rotta in questo senso significa ovviamente anche chiudere la stagione dei commissariamenti utili solo a gestire soldi pubblici senza regole ed a scaricare responsabilità politiche, le quali, invece, sono tutte nelle mani dei governi regionali. Nelle prossime settimane porteremo queste proposte, nuovamente, in giro per tutta la Calabria con una nuova campagna sui rifiuti, richiamando tutte le istituzioni alle proprie responsabilità e chiedendo nuovamente con fermezza la fine del commissariamento all’emergenza ambientale. Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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