Il Sindaco Sero a Guarascio: Accuse infondate e deliranti.

Nel comunicato stampa pubblicato su Cariatinet, con il quale il dott. Bruno Morise Guarascio replica ad un recente articolo di Damiano Montesanto apparso su L’eco dello Jonio, viene tirata in ballo l’Amministrazione comunale in modo del tutto scorretto, tramite allusioni e accuse del tutto infondate e, per molti versi, deliranti. Pur con i numerosi errori politici che ha potuto compiere questa Amministrazione comunale, dei quali rende quotidianamente conto ai cittadini, non ritengo che ad essa possano, impunemente, attribuirsi responsabilità che spettano ad altri e, nel caso specifico, proprio al dott. Morise Guarascio. Andiamo in ordine. Prima un chiarimento sulle indennità di responsabilità: essa ammonta a poco più di 5.000 euro annui ed è la medesima per tutti coloro che ricoprono tale funzione. Da ultimo, essendo rimasto vacante una posizione apicale in una delle aree comunali, un funzionario, già Responsabile di altra area, è stato demandato, con provvedimento del Sindaco, a ricoprire contestualmente anche l’area vacante. Appare del tutto scontato che colui che ricopre, anche temporaneamente, la responsabilità attinente al posto vacante percepisca anche la relativa indennità. Esattamente come avviene per il dott. Morise Guarascio, il quale – per autorizzazione della G.M. – è distaccato anche presso altro ente comunale ove, ovviamente, percepisce quanto gli spetta per il lavoro svolto. Quindi, nessuna “anomalia”, ma solo logica conseguenza di una necessità. Venendo alla lamentata inadeguatezza del numero di dipendenti nelle varie aree, chiunque conosca minimamente l’apparato burocratico del Comune di Cariati capisce perfettamente come ciò si possa ammettere per diverse aree (ad esempio Area Tecnico-Urbanistica) ma non di certo per l’Area Finanziaria, dove il personale è del tutto corrispondente alle dimensioni del bacino d’utenza. Piuttosto, esso diventa assolutamente inadeguato quando, come avviene purtroppo abitualmente nel nostro Comune, si attende l’ultimo giorno utile (il 31 dicembre di ogni anno) per inviare indiscriminatamente gli avvisi di pagamento dei tributi a rischio di prescrizione, provocando un afflusso abnorme di contribuenti verso l’Ufficio. A chi questo fenomeno sia da attribuire lo giudichi il contribuente stesso, considerando che – come anche qualche avversario della Maggioranza ha recentemente scritto – non tutto si può attribuire alla famigerata mancanza della banca dati. Ma anche in relazione a quest’ultimo punto, nonché ai presunti <>, devo ricordare al dott. Morise Guarascio che se egli avesse esercitato il controllo sugli adempimenti contrattuali della Sogefil, così come suo dovere, il problema non si sarebbe posto. Sul punto, peraltro, non sfugge a nessuno che ogni iniziativa di tutela dell’Ente nei confronti della Sogefil è partita, prima che in qualsiasi altro Comune, dal Sindaco e dalla G.M. che hanno dovuto agire anche a seguito della sua totale inerzia. In proposito è facile ricostruire la vicenda documentalmente. E poi ci chiediamo – e non siamo gli unici – come mai il dott. Morise Guarascio, oggi così critico, al momento della scelta politica di affidare all’esterno la riscossione rese il parere favorevole, considerando l’indirizzo politico utile per il Comune? Come mai tollerò la mancata rendicontazione da parte della Sogefil, pur recandosi quasi settimanalmente a Cosenza, presso la sede della Società? La verità è che se la scelta politica dell’affidamento all’esterno può essere opinabile, la gestione del contratto con la Società affidataria – che spettava, in piena autonomia e indipendenza, al Responsabile dell’Area Finanziaria – è stata di certo colpevolmente omissiva. A proposito, poi, di cause per risarcimento danni il dott. Morise Guarascio, piuttosto che emettere giudizi che non gli competono, dovrebbe ricordare come, almeno una di queste, per il valore di circa 150.000 euro, si è chiusa con un arbitrato negativo per il Comune dopo che il rappresentante del Comune nel collegio arbitrale gli ha reiteratamente richiesto la necessaria documentazione senza ricevere alcuna risposta; vicenda questa sulla quale l’Amministrazione dovrà fare chiarezza, visti anche gli ultimi risvolti. Infine, sul mancato rispetto del patto di stabilità, piuttosto che rendersi protagonista di un indebita critica politica, il Responsabile dell’Area Finanziaria, dovrebbe ammettere che un Comune che – come avviene a Cariati – praticamente azzera la riscossione è impossibilitato a rispettare il patto di stabilità. E anche rispetto a tale questione, oltre ad una formale letterina nel 2014, egli dovrebbe dirci quale è stata la proposta tecnica di recupero delle entrate che ha avanzato per uscire dalle sabbie mobili del Patto di Stabilità? E, visto che c’è, dovrebbe spiegarci in base a quale norma deontologica, invece di replicare ad un articolo di stampa su questioni precise che riguardano la gestione del suo Ufficio, risponde con un attacco politico all’Amministrazione comunale. Evidentemente, convinto di non dover temere alternative, è preso da un delirio di onnipotenza. Il risveglio potrebbe essere brusco: a prescindere dalle iniziative di tutela dell’Amministrazione, qualcuno – di dovere – potrebbe, prima o poi, chiamarlo a rispondere del suo operato.

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