Il PCTO presso il Tribunale di Castrovillari: Imparare a risolvere i problemi dell’esistenza!

Gli alunni delle classi VA dell’Istituto Tecnico Economico e IV A del Liceo Scientifico di Mirto, sedi dell’IIS Cariati, guidato dal Dirigente Scolastico  Prof.ssa Sara Giulia Aiello, il 25 Gennaio 2022 si sono recati presso il Tribunale di Castrovillari per proseguire il progetto di Alternanza scuola lavoro, accompagnati  e preparati dai professori  Nicola Filardo, Caterina Urso  e dai tutor Adele Borgese e Barbara Lavia.

Il programma, che ha previsto quattro accessi al Tribunale di Castrovillari, nasce da un progetto della referente PCTO Caterina Urso e dell’avv. Nicola Filardo docenti dell’Ite e Liceo di Mirto che in sinergia  si sono attivati per favorire la stipula di una convenzione con il consiglio dell’Ordine degli Avvocati e con il Tribunale di Castrovillari: tale convenzione  ha consentito ai ragazzi di essere formati sulle effettive attività di lavoro svolte dagli avvocati, dai giudici e dai cancellieri.

Con estrema generosità i docenti Filardo-Urso  hanno messo a disposizione degli alunni le  proprie esperienze,  nonché  i supporti informatici dei loro studi legali, ut docere,  il processo telematico ovvero l’innovativo modello per amministrare la giustizia.

Gli alunni sono stati dapprima ricevuti dal Presidente del Tribunale, Dott. Massimo Lento, unitamente  ai presidenti delle sezioni civili e penali Dott. Vincenzo Di Pede e Dott.ssa Giuseppa Anna Ferrucci i quali hanno accompagnato gli studenti nelle rispettive aule d’udienza  per assistere ai processi, ampiamente spiegati ai ragazzi dai magistrati.

Passaggio finale del PCTO è stata la soluzione di un caso giudiziario attraverso l’elaborazione di un provvedimento consegnato al committente giudice Dott. Alessandro Caronia.

L’attività si è conclusa in cancelleria ove è stato possibile vedere, con la maestria del funzionario Dott. Virgilio De Rose, la parte operativa del PCTO attraverso la formazione di un fascicolo giudiziario.

La Governance dei giudici e la struttura organizzativa del Tribunale ha  permesso ad ogni ragazzo di comprendere la macchina giudiziaria, spiegata con cura dai magistrati, dimostratisi abili nel formare e sensibilizzare i ragazzi  sul tema del valore della legalità e del diritto inalienabile di tutti di conoscere la verità  sui fatti  di causa, stimolando, dopo aver assistito all’escussione dei testi, momenti di riflessione e  dialogo, che le alte cariche dei Presidenti della sezione penale e civile  hanno con straordinaria umanità e umiltà, tenuto alla pari con i ragazzi, collegando la valutazione della prova raccolta in aula a spunti filosofici di Immanuel Kant e Beniamin Constant divisi l’uno per il principio dell’universalità  del diritto alla verità e l’altro per il principio che nessun uomo ha diritto a una verità che nuoccia ad altri.

Nella società della tecnologia e dell’algoritmo molte garanzie del diritto alla privacy sono limitate, ma con il processo telematico questo non succede perché come ben ha spiegato il Presidente  V. Di Pede ai ragazzi che  ha accolto in Presidenza, il ricorso, la fase istruttoria di un processo, la decisione e poi l’emanazione di un provvedimento giudiziario (ordinanza, decreto o sentenza) e la sua notificazione, avviene  solo con l’accesso di firma digitale degli avvocati, giudici e cancellieri autorizzati per legge. “I provvedimenti che io emetto, ha precisato il Presidente Vincenzo Di Pede, non li vedrò più attraverso il portale telematico, allorquando andrò  in pensione”.

I ragazzi quindi hanno imparato che il processo telematico garantisce la privacy in corrispondenza alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che consacra i diritti alla segretezza degli aspetti più intimi della vita di una persona e di conseguenza la dignità e l’uguaglianza del cittadino.

“Nei tribunali si incontrano tante storie tristi” hanno commentato i ragazzi, e “stamattina arrivati con tanta timidezza, consapevoli di trovarci a confronto con le autorità, che invece con  grande umiltà ci hanno dato importanti insegnamenti di vita”. “Perché – continuano gli studenti – attraverso i processi  e il confronto abbiamo capito che il mestiere del magistrato è  una missione difficile; il magistrato  è chiamato con coscienza ed equità a risolvere i problemi “dell’esistenza” che come dicevano Aristotele e Kirkegard  appartengono al singolo”.

Su questo campo i ragazzi si sono dovuti confrontare con il Presidente  Dott. Massimo Lento e il giudice Dott. Alessandro Caronia allorquando hanno dovuto risolvere un caso di separazione giudiziale affrontando le dinamiche riguardanti le determinazioni relative al diritto alla bigenitorialità del minore necessario per sottrarlo al destino dell’infelicità.

GLI STUDENTI IV^ LICEO E V^  ITE

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