IL CORONAVIRUS E LA SANTA PASQUA

di Giovanni FERRARI

“ Cristo è Risorto

É Pasqua!  É Pasqua! Cristo è risorto

Per portare l’amore nel nostro cuore,

per dare felicità,

pace e libertà.

Il CORONAVIRUS  è iniziato, già da molto tempo,

Gesù! Dacci una mano e fa volar nel vento

Una colomba, ma una soltanto

Perché oggi è Pasqua e si deve amare tanto.

Senza il CORONAVIRUS  il mondo è sereno

E tutti dicono andremo…

Andremo verso un mondo migliore

Dove la Pasqua significa amore”.

L’imminenza e l’approssimarsi delle festività pasquali, si collega perfettamente a tutte le riflessioni che  stiamo facendo in questi ultimi tempi sulla tragedia umana che il mondo intero sta attraversando:” IL CORONAVIRUS”.

É estremamente improponibile ed imprevedibile che l’uomo  nel ventunesimo secolo, votato alla certezza fideistica della scienza, delle sue panacee di lunga vita e di salutistiche speranze precipitasse nel vortice degli ancestrali terrori e fosse travolto dalla psicosi globale e l’esplosione  contagiosa del panico, irrefrenabile ed incontrollabile isteria collettiva. Il disastro  odierno è ormai incontenibile delle Borse mondiali e gli scaffali vuoti,  le ansie, le attese, le preoccupazione, telefonate che non arrivano mai, la spesa lasciata davanti alle porte e poi c’è il giro della morte, quella notizia improvvisa che ti toglie il fiato. L’uomo nudo, con gli occhi inorriditi dal Male secolare, come dalla sua comparsa debole e fragile. Il primordiale  flagello della “PESTE”, romanzo scritto dal filosofo  francese Albert CAMUS  nel 1947. Questa epidemia si diffonde velocemente, pertanto parte la corsa contro il tempo per scoprire il vaccino giusto prima che moltissime persone muoiano. In questa corsa contro il tempo gli scienziati devono cercare un possibile rapido vaccino e indagare le cause dell’epidemia per cercare di fermarla prima che si diffonda a tal punto da costituire una minaccia per l’intera umanità.

Questi giorni di Pasqua sono giorni dolci e amari, giorni in cui riscopri radici e speranze, giorni che si consumano apparentemente sempre uguali dove la natura fa da segnatempo e ti ricorda che la primavera è qui e vale la pena viverla, privati dal contatto umano, chiusi in casa , il vuoto di Piazza San Pietro mi ha ricordato che non sono i corpi a riempire i luoghi, sono bastate quelle terribili immagini di vedere il Papa solo e sofferente davanti alla Croce, relegati a guardare la televisione, a rileggere i classici e i miei romanzi preferiti.

Di notevole interesse sono gli studi  del premio Nobel François Mauriac, di padre agnostico e di madre cattolica, che dedicò diversi saggi sugli aspetti psicologici del credente come: (“Sofferenza e gioia del cristiano nel 1931”, del saggio “Giovedì santo” 1931, dell’opera  “Vita di Gesù” 1936. Quest’ultimo lavoro riveste una particolare importanza in quanto si tratta della prima Vita di Gesù redatta come narrazione pura e semplice della vita stessa; con tutto il fervore di un credente convinto, Mauriac tratteggia i ritratti di tutti i personaggi che circondano Gesù Cristo, soffermandosi in particolare sulla settimana della Passione, ne indovina le paure, i sentimenti, le esitazioni.

Come scrisse il mio Maestro di vita e di formazione, Magnifico Rettore CARLO BO,  nell’introduzione all’edizione italiana del 1975: “Il compito che si prefigge è questo, di non strapparlo all’ombra che limita il nostro quotidiano, di non vederlo né come Dio né come un cuore santo ma – caso mai – di vederlo come un nostro sosia dotato del segreto della verità, carico di un dato di carità che sa trasformare il “nodo di vipere” che rappresenta il cuore dell’uomo in offerta, in amore, in segno di partecipazione”.

In contrapposizione a Mauriac, troviamo un altro grande scrittore, il portoghese José SARAMAGO  premio Nobel, ateo e autore de “Il vangelo secondo Gesù Cristo”, (1991), romanzo fortemente criticato dal clero e subito rimosso nel 1992.

Come possiamo osservare, la Pasqua non è vista dai grandi scrittori (Andrea ZANZOTTO, Guido  GOZZANO ed altri), come una festa superficiale in cui banchettare e darsi ai piaceri: la passione di Cristo prima della resurrezione è intuita come passaggio doloroso ma nella speranza; come non ricordare uno dei grandi poeti del nostro Novecento, Mario LUZI, mio Professore di Letterature Comparare alla prestigiosa Università di Urbino “CARLO BO”, il testo richiestogli da Giovanni Paolo II per la via crucis del 1999, un vero e proprio poema sacro.

In questi giorni di Passione della Santa Pasqua, il mio primo pensiero va a tutti coloro che ci hanno lasciati, ai loro cari, a quelli contagiati dal VIRUS che stanno lottando per la vita, inoltre un Augurio, sentito e forte va a tutti coloro che ogni giorno sono impegnati in prima linea per aiutare gli altri a guarire: MEDICI, INFERMIERI, PERSONALE SANITARIO, esposti al VIRUS nella  massima misura per salvare gli altri; alla PROTEZIONE CIVILE, alla CROCE ROSSA, a tutti i volontari che collaborano insieme a loro,  alle FORZE ARMATE, alle FORZE DI POLIZIA, ai  VIGILI DEL FUOCO e a tutte quelle organizzazioni ed istituzioni che si prodigano per salvare la vita degli altri.

È in atto una guerra, ma andiamo avanti nella certezza  e con la forza di ognuno di noi, sono sicuro e fiducioso che la vinceremo

Prof. Giovanni FERRARI

Dipartimento di Studi Umanistici

Università degli Studi di Napoli “FEDERICO II”

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