Ich bin Boehmermann

Certo che è strano: ci siamo tutti stracciati le vesti scoprendo che l’Italia, nella classifica di Reporter Sans Frontières sulla libertà di espressione è scivolata al 77° (dicesi settantasettesimo) posto, dopo non ricordo quali Paesi africani, ma quasi nessuno ha parlato del fatto sorprendente che Angela Merkel ha dato il suo placet per il rinvio a giudizio di Jan Boehmermann, il comico tedesco che ha sbeffeggiato Erdogan in TV.

Ve lo ricordate? Angela Merkel era in prima fila, a Parigi, alla manifestazione di solidarietà a Charlie Hebdo, dopo la strage dei fanatici islamici nel giornale satirico.

La faccenda (mi sono documentato) è andata così: Jan, in una puntata precedente del suo programma, aveva sfottuto ironicamente ma senza troppo esagerare il concetto di democrazia del ras turco. I turchi (non tutti, solo quelli che sostengono il ras) si erano offesi e allora lui, per far capire che cosa vuol dire essere veramente offensivi, nella puntata incriminata ha recitato un poemetto: se volessi veramente insultare Erdogan, diceva in sintesi il poemetto, lo accuserei di trombare con le capre e di guardare film pedopornografici mentre opprime le minoranze, massacra i curdi e discrimina i cristiani.

Va da sé che i turchi erdoganiani di cui sopra l’hanno presa d’aceto alla grande e Frau Merkel, che non può dimenticare quanti sono gli elettori di origine turca in Germania e probabilmente nemmeno il volume di affari che la Germania ha con la Turchia, ha messo da parte la libertà di espressione nel nome di altri principî, meno morali forse ma più remunerativi.

Mi chiedo cosa pensino oggi, a Reporters Sans Frontières, del sedicesimo posto che hanno attribuito alla Germania nella classifica che vede noi italiani solo settantasettesimi.

Mi chiedo anche se hanno sentito le dichiarazioni di Salvini sul Presidente Mattarella, di tanti leghisti, grillini e forzisti su Renzi, di Renzi sui medesimi, e infine se abbiano conoscenza dei cordiali scambi di accuse, controaccuse e insinuazioni che sono il pane quotidiano dei talk-show su tutte le reti televisive italiane.

Oddio, magari sì; ma queste cose, si saranno detti, non hanno niente da spartire con la libertà d’espressione: è politica italiana, e la politica italiana è fatta solo di liti da ballatoio.

Non si può negare che sia vero. Ma almeno in Italia, archiviati gli editti bulgari di Berlusconi (che comunque non avevano fondamento giuridico), non spetta al capo del Governo decidere chi, se e perché può essere rinviato a giudizio per aver fatto della satira.

Giuseppe Riccardo Festa

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