GLI OSSIMORI DEL SUD: QUI SI RESTA! 433 RICERCATORI CAMBIANO LA ROTTA

Il 67% viene da Calabria e Basilicata: con Tech4You e le Università la ricerca prova a fermare la fuga di talenti

C’è un Sud che continua a essere raccontato attraverso le sue fragilità. E poi ce n’è un altro, meno visibile ma sempre più concreto, che ogni giorno prova a riscrivere quella narrazione partendo da ciò che funziona.

È un cambiamento silenzioso, ma misurabile. Lo dicono i numeri: la dispersione scolastica, uno degli indicatori più critici, è scesa al 6,5% nel 2025. Un dato che da solo non basta a ribaltare decenni di ritardi, ma che segnala una direzione diversa. Perché accanto alle criticità — infrastrutture carenti, servizi sanitari disomogenei — si stanno aprendo spazi nuovi, dove il Sud non rincorre ma costruisce.

Uno di questi spazi passa dalle Università del nostro meridione. È qui che prende forma Tech4You, un ecosistema dell’innovazione che sta coinvolgendo Calabria e Basilicata in un progetto ambizioso: trasformare territori storicamente marginali in luoghi di produzione di conoscenza e tecnologia.

Sarebbe riduttivo leggerlo solo come un’iniziativa sostenuta dai fondi del PNRR. Perché, se le risorse economiche rappresentano la condizione necessaria, la vera leva del cambiamento sono le persone. E i numeri, anche in questo caso, raccontano più di una semplice statistica: 433 giovani ricercatori coinvolti, il 67% dei quali originario proprio di queste regioni.

È qui che il dato diventa storia. Perché dietro quella percentuale c’è una scelta che negli ultimi anni è stata tutt’altro che scontata: restare, o tornare. In un contesto che per lungo tempo ha spinto verso la partenza, questa inversione — ancora parziale, ma significativa — indica che qualcosa sta cambiando nel rapporto tra i giovani e il loro territorio.

Non si tratta solo di occupazione qualificata. In gioco c’è la costruzione di un’infrastruttura invisibile ma decisiva: quella delle competenze. Un capitale che, a differenza degli investimenti a breve termine, può radicarsi e generare effetti duraturi, incidendo sul tessuto economico e sociale.

«L’efficienza gestionale è stata fondamentale — spiega il presidente di Tech4You, Maurizio Muzzupappa — ma il risultato più significativo è aver creato competenze che appartengono a queste comunità». Una dichiarazione che sposta il focus: non più interventi episodici, ma un’idea di sviluppo che punta alla continuità. «La ricerca può diventare una risorsa stabile, capace di creare opportunità e futuro».

Resta però una domanda aperta, che riguarda non solo il progetto ma l’intero sistema Paese: questo modello sarà in grado di consolidarsi nel tempo, oppure rischia di restare un’esperienza isolata?

La risposta, probabilmente, non dipenderà solo dai finanziamenti o dalle strategie, ma dalla capacità di riconoscere e sostenere questo cambio di passo. Perché se il Sud ha iniziato a produrre futuro, la sfida adesso è fare in modo che quel futuro non debba più cercare altrove le condizioni per esistere.

 

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