■Antonio Loiacono
Una piazzola di sosta trasformata in discarica, tra cumuli di immondizia, relitti elettronici e veleni abbandonati in piena luce. È questa la scena agghiacciante documentata dal Circolo Legambiente Nicà di Scala Coeli e denunciata formalmente alle principali autorità istituzionali e ambientali della regione.
Siamo sulla SS106 E90, direzione Nord, all’altezza del chilometro 286+300, in territorio crotonese. Una tratta percorsa ogni giorno da migliaia di veicoli, residenti e turisti. Qui, in una delle piazzole di sosta, giacciono abbandonati televisori rotti, materassi luridi, sacchi di plastica, vetri, pneumatici, lavandini, computer, frigoriferi e perfino materiale contenente amianto. Uno scempio visibile e permanente, che offende il paesaggio e rappresenta un pericolo concreto per la salute pubblica.
A firmare l’atto di denuncia è Nicola Abruzzese, presidente del Circolo Legambiente Nicà, che ha indirizzato la segnalazione alla Procura della Repubblica di Crotone, al Sindaco di Cirò Marina, all’ANAS Calabria, alla Regione Calabria, all’ASP di Crotone, ai Carabinieri Forestali e agli uffici provinciali per l’Ambiente.
“Tale situazione – si legge nella denuncia – oltre a pregiudicare il decoro del territorio e ad essere segno di profonda inciviltà, crea un gravissimo allarme nella popolazione per il pericolo che incombe su tutti coloro che si trovano a passare da quelle parti.”
Il documento richiama inoltre l’articolo 192 del Decreto Legislativo 152/2006 per chiedere accertamenti urgenti e individuare i responsabili del reato ambientale.
A rendere ancora più preoccupante il quadro, la presenza accertata di eternit (contenente amianto), che richiede un intervento urgente di bonifica specializzata, oltre all’esposizione di un cartello di divieto per scoraggiare nuovi abbandoni e l’avvio di un sistema di vigilanza continuativa.
A margine della denuncia, il presidente Abruzzese ha rilasciato una dichiarazione che colpisce per chiarezza e senso di responsabilità civile:
“Invitiamo tutti gli ospiti di Madre Terra ad avere rispetto del nostro pianeta, chiediamo maggiori controlli alle istituzioni ed in particolare alle forze dell’ordine che pattugliano la SS106. Chiediamo inoltre l’installazione di un sistema di videosorveglianza per scoraggiare gli incivili ad abbandonare i rifiuti nelle pertinenze della sede stradale.”
Una frase che è insieme denuncia e invito. Il riferimento a “Madre Terra” non è casuale: l’ambiente non è qualcosa di esterno, ma il nostro primo rifugio, la nostra casa comune. Chi lo sfregia, lo insudicia, lo abbandona, non commette solo un reato. Tradisce sé stesso e la propria comunità.
La SS106 è una delle infrastrutture più strategiche e controverse della Calabria. Collega l’intera costa jonica ma da anni è oggetto di abbandoni, incuria e degrado, specchio di una disattenzione cronica da parte delle istituzioni e dei cittadini.
Numerosi sono stati i casi simili segnalati negli anni lungo tutta la tratta, ma raramente si è assistito a interventi rapidi e risolutivi. Le piazzole di sosta, pensate per garantire sicurezza e comfort ai viaggiatori, diventano ricettacoli di inciviltà. E mentre le amministrazioni si perdono tra le competenze burocratiche, la spazzatura si accumula, i rischi aumentano e l’immagine della Calabria viene ferita ancora una volta.
L’atto di denuncia di Legambiente Nicà non è solo una segnalazione tecnica. È una chiamata alla responsabilità collettiva. Alle istituzioni, certo – che devono agire, prevenire, sanzionare. Ma anche a noi cittadini. Che spesso ci indigniamo senza agire, condanniamo senza denunciare, vediamo senza intervenire.
Non bastano più le parole. Servono azioni. Servono occhi aperti, mani pulite, e coscienze sveglie. Serve una nuova educazione ambientale che parta dalle scuole e arrivi fino agli adulti. Serve rispetto per la natura, sì, ma anche per le generazioni che verranno.
Perché non possiamo consegnare loro un pianeta trasformato in discarica.
Perché la Terra non ci appartiene: siamo noi ad appartenere a lei!

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