Festa di San Cataldo. Ben venga un cambiamento.

Sottolineo che tutto ciò che si fa per rinvigorire e tener vivo un paese debba avere il supporto di tutti, a volte anche se si è di idee diverse ,è giusto dare merito a chi fa qualcosa di positivo per il bene comune e non essere oppositori a tutti i costi.

Bisogna tener vive le proprie origini e le proprie tradizioni, perché quando un paese  perde il contatto col suo passato, con le sue radici, quando perde l’orgoglio della sua storia, della sua cultura e della sua lingua, decade rapidamente, smette di pensare, di creare e svanisce. 

Tuttavia, però voglio dire che sulla diatriba: se portare San Cataldo in barca oppure continuare con la storica processione,in cui la statua del Santo veniva portato in spalla dalla Cattedrale alla “Cappella”  a piedi costeggiando la spiaggia cariatese.

Non c’è memoria storica di San cataldo in barca,  sembra che esista una  foto che documenta questo evento.Ma penso sia stata fatta solo per qualche anno e non certo di più.

Giustissimo quando dici che gli anziani sono la memoria storica di un paese, ma a tale proposito voglio dirti che mia madre (MariaTrento conosciuta come Maria da gabriela) era nata il 1914  quindi ha vissuto gli anni, in cui si dice che San Cataldo veniva portato in barca, ma guarda caso ,non mi ha mai parlato di questo tipo di processione, Amava raccontarmi di tutto, amava che noi figli sapessimo delle nostre tradizioni, e questa festa come tutti i cariatesi era per lei la più sentita.

Mi raccontava che sin da quanto era lei bambina , la Cattedrale la notte del 9 Maggio restava aperta per ospitare i pellegrini dei paesi vicino, che venivano ad onorare il nostro amato San Cataldo,.

Mi parlava dei “MAJI”  o dei dolci che venivano fatti in quei giorni , i famosi “Cuddured i San Cataldo” , mi ha anche a volte insegnato i canti antichi che si facevano in chiesa durante la notte prima della processione la mattina del 10 Maggio. Ma mai un solo accenno a questo tipo di processione marina.

Aggiungo che mia Cugina che viva a roma ha una fornita quantità di foto storiche di Cariati, e dei vari eventi che durante gli anni che vanno dal 1910 sino ai nostri giorni , (Foto che sono state usate anche nel libro di Liguori, Ma tra esse non siamo riusciti a trovarne altre, oltre l’unica che quella inserita nel Libro del citato Liguori. Ciò dovrebbe sottolineare che quindi quel modo di portare il Santo in barca è circoscritto ad un breve periodo.

Tra queste foto abbiamo persino quelle del funerale a Cariati del Milite Ignoto e  di mia mamma, anno 1916,  in braccio a mia nonna ma nulla nemmeno l’ombra di quello che forse è stato l’evento di uno o due anni ma non di certo fa la storia di una tradizione centenaria e quindi non credo che sia una nostra tradizione !

Ricordo serate lunghissime a casa di Mia nonna a Cariati sopra alla “Rutta” dove amavano, i miei zii che sicuramente avrai conosciuto soprattutto “zu Rafelo Trento” e “zu Leonardo Trento” raccontarci ogni minimo particolare degli anni che avevano vissuto prima e dopo la guerra, ma purtroppo mai un accenno su questo. Scusi la mia pignoleria, ma voglio capire se i nostri avi ci hanno omesso qualcosa, oppure avevano perso la memoria di tale processione.

 Ma va bene cosi, magari la prossima processione di San Rocco, invece di portarlo in barca lo porteranno in collina tra gli ulivi come avviene per la Madonna del Carmine a Terravecchia cosi i cariatesi scopriranno un’altra antica tradizione , tenuta  fino ad ora a loro nascosta.

Ora ben venga il cambiamento, giusto che dopo anni ci si rinnova ma parlare di Tradizione Cariatese per la Festa di San cataldo per qualcosa che è successo ,forse qualche volta mi sembra un po troppo.

Voglio sottolineare che questa mia risposta non ha Nulla di personale e con  con massima stima la saluto , e saluto chi leggerà questa mia risposta ,auguro una SantaPasqua a tutti e una . Buona serata

Damiano Scarpello 

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