Dopo il terremoto, anche la radio della Madonna

Subito dopo il terremoto di agosto, alla messa per i funerali delle vittime, il vescovo di Rieti, smentendo il famoso proverbio che recita non cade foglia che Dio non voglia, disse chiaro e tondo che, per catastrofi come queste, invece di prendersela col Padreterno bisognerebbe prendersela con chi costruisce (o restaura) male le case, in quanto, affermò, i terremoti ci sono da sempre, fin da prima che l’umanità esistesse, ed attribuirli alla volontà divina è sbagliato.

D’altro avviso fu il vescovo di Macerata, che in un’altra messa ringraziò Dio perché non c’erano state vittime nella sua diocesi. Questa sua affermazione finì sulla stampa ed io feci notare quanto essa fosse in contrasto con quella del suo collega reatino: se Dio non c’entra niente per le vittime, rilevai, allora non va nemmeno evocato per lo scampato pericolo. Apriti cielo: mi si disse che ero “gangloso” e “poco opportuno”, e di “pontificare”, e mi si accusò di ignoranza e di ficcare il naso in affari che non mi riguardavano. Il vescovo maceratese, comunque, dopo avermi qualificato o avermi fatto qualificare in maniere così lusinghiere, ribadì la sua posizione, definendola logica e razionale e dichiarando in sintesi, sulla base della sua cultura teologica, che effettivamente Dio va ringraziato quando le cose vanno bene, ma non va coinvolto quando le cose vanno male.

Nella mia controreplica gli feci notare che questo era un punto di vista molto curioso, per non dire comodo, ma certamente non logico né razionale. Sua eccellenza non ritenne di replicare.

Ora, però sarebbe interessante sapere cosa pensa il vescovo di Macerata – e per il verso opposto quello di Rieti – delle dichiarazioni diffuse da un loro confratello, un prete, dai microfoni di Radio Maria, a seguito dei nuovi terremoti che hanno sconvolto Umbria e Marche. Dichiarazioni che testualmente affermano: Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, si possono considerare come castigo del peccato originale. Castigo divino, certo che si ha l’impressione che queste offese che si recano pensate al matrimonio, alle famiglie, all’unione sessuale, vi è il fatto di pensare che si è davanti ad un richiamo molto forte, un castigo, della Provvidenza alle coscienze.

Secondo questo pio speaker mariano, insomma, il suo amorevole, misericordioso e generoso oltre che giustissimo Padreterno avrebbe colpito a casaccio e punito gente innocente per vendicare il fatto che l’Italia ha legittimato le unioni omosessuali.

È una dichiarazione non originale, poiché anche altri seguaci ed esponenti di questa religione dell’amore, del perdono e della compassione, in quest’anno santo che il loro papa ha dedicato alla misericordia, per spiegare le sciagure sismiche che hanno colpito la nostra bella Italia hanno evocato foschi scenari di irediddio e punizioni bibliche indicandone la motivazione, secondo loro legittima, appunto nella legge Cirinnà.

Sarebbe bene, però – lo dico sommessamente, e nel loro esclusivo interesse – che prima di parlare tutti questi difensori della fede si mettessero d’accordo perché, proclamandosi il cristianesimo “via, verità e vita”, dichiarazioni come queste, contrastanti fra loro in modo così stridente, potrebbero indurre qualcuno a sospettare che la via sia sbagliata, che la verità sia falsa e che la vita sia altrove.

Giuseppe Riccardo Festa

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