DISCARICA PIPINO SCALA COELI: Carolina De Leo contatta, Nicola Abruzzese

In seguito all’appello del Circolo Legambiente “Nicà” di Scala Coeli , che in vista delle prossime competizioni elettorali invita i candidati calabresi ad un confronto, la candidata di #Italexit, al collegio uninominale 01 , Carolina De Leo decide di prendere contatti con il Presidente del Circolo, Nicola Abruzzese , per conoscere la reale situazione che affligge la discarica Pipino e di recarsi in loco per un sopralluogo.
La questione riguarda l’ampliamento della discarica che è stata realizzata nel bel mezzo di una ZONA PROTETTA, letteralmente circondata da terreni adiacenti a coltivazione agricola coperta dal marchio DOP “Bruzio” .
L’ excursus ebbe inizio del 2010 con Decreto Dirigenziale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria prot 4180 del 29/03/2010, che autorizza l’apertura della discarica.
Nel 2016 la ditta proprietaria della discarica richiede l’ampliamento di quella già esistente, dopo che il Dipartimento Ambiente non ha nei tempi previsti convocato la conferma dei servizi, sempre la ditta, ricorrendo al TAR Calabria, chiede che il progetto venga valutato. Il TAR Calabria nomina un commissario ad ACTA per valutare il progetto di ampliamento.
Alla prima seduta della conferenza dei servizi tenutasi al Dipartimento Ambiente e presieduta dal Commissario Dr. Antonio Infantino, dipende del comune di Rende, dimessosi a seguito della richiesta dei comitati anti discarica per conflitto d’interessi, vede al principio TUTTI PARERI NEGATIVI e in seguito un cambio di rotta da parte del Dipartimento Agricoltura e da parte della STV.
Il nuovo commissario ad acta Arch. Bruno con decreto 14284 del 2019 autorizza lo stesso l’ampliamento della discarica, nonostante la mancata autorizzazione sismica, ottenuta poi in sanatoria, e nonostante la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Catanzaro, Cosenza e Crotone non abbia espresso parere di competenza.
Tutto ciò risulta ASSURDO, già di per sé affiancare la parola discarica ad una vallata a coltivazione biologica è un OSSIMORO, ma soprattutto inammissibile è che ne sia stato autorizzato l’ampliamento, considerate le caratteristiche geofisiche sopra elencate e tutti pareri negativi ed ostativi che non hanno comunque impedito il principio dei lavori.
Dato ancora più aberrante e che lascia davvero basiti è che la strada provinciale, che porta alla discarica, la SP6 sia totalmente inagibile e impercorribile, infatti è priva di qualsiasi segnaletica verticale ed orizzontale, guard-rail oltre al dato di notevole evidenza, basti recarsi sul posto, lo conferma il fatto che fino ad un mese fa il tratto interessato fosse chiuso al transito.
<< Dunque mi chiedo, come sia possibile che nonostante la chiusura della SP6 sia stato concesso il transito dei mezzi pesanti per l’inizio dei lavori? E cosa che mi lascia ancora più esterrefatta, come sia possibile che la strada sia stata riaperta senza alcun lavoro di messa in sicurezza ?
Considero di una GRAVITÀ INAUDITA questa situazione e ancora più grave che nessuna delle autorità o istituzione politica competente si sia interessata alla faccenda e sia intervenuta a fermare tale scempio.
Pronta ad un confronto con il Dipartimento Ambiente e Agricoltura Regione Calabria , porgo totale disponibilità nei confronti del Circolo Nicà cui vanno i miei più sentiti

complimenti per la dedizione, l’amore e la difesa del nostro territorio. >>
Carolina De Leo
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