DISABILI E NORMODOTATI, OBIETTIVO: QUALITÀ DELLA VITA –

Se si pensa alle persone come ad una piramide il cui vertice è rappresentato dalla qualità della vita e per il raggiungimento del quale intervengono diversi fattori come l’età, l’essere disabili o normodotati, l’ambiente, si capisce che le informazioni che lo stesso paziente può dare nel corso della sua vita, dall’età dello sviluppo, all’età adulta, possono influire sulle scelte sul come, dove e se possibile intervenire. La disabilità non è una cosa caritatevole. È vero, non siamo in molti ad occuparcene, anzi davvero in pochi. In Italia esiste un solo centro per lo sviluppo infantile. A sostenerci, ci sono solo i pazienti. Non interessiamo alle aziende farmaceutiche perché costiamo. Non è possibile rimanere nella disattenzione politica. Quello che serve è la figura del CASE-MANAGER. Le disabilità dello sviluppo sono elevate e riguardano circa il 10% della popolazione tra 0 e 18 anni. Tradotto in numeri, più di un milione di ragazzi e relative famiglie in Italia. È necessario affrontare la riabilitazione delle disabilità dello sviluppo considerando innanzitutto gli aspetti trasversali, e poi quelli specifici, connessi ai singoli quadri clinici. Guardare alla prospettiva life span: individuare quelle finestre evolutive, ovvero quei periodi di maggiore sensibilità e trasformabilità delle funzioni e delle competenze del bambino, connesse al timing del bambino. Una molteplicità di problemi assistenziali che non sono di pertinenza esclusiva di singole professionalità, ma che richiedono risposte multispecialistiche. È quanto ha ribadito il Prof. Giorgio ALBERTINI, responsabile scientifico del convegno sui dimorfismi del rachide promosso dalla Società Cooperativa I FIGLI DELLA LUNA nello scorso week end, a Rossano. Con lui, a chiudere la prima della sessione del primo dei due giorni dedicati alla formazione su questo tipo di disabilità è intervenuto anche il dott. Pierfrancesco COSTICI, dirigente medico responsabile di struttura semplice di neuro ortopedia del Bambin Gesù di Palidoro. Ortopedico lui, neurologo il Prof. ALBERTINI, l’emisfero destro e l’emisfero sinistro – così come amano definirsi – di una mente, di un cervello che lavora per la riabilitazione delle persone con disabilità dello sviluppo. Chirurgia ortopedica nelle paralisi cerebrali infantili è, nello specifico il tema sul quale è intervenuto. Più tecniche sono state le relazioni che hanno seguito la relazione la relazione del dott. CORSICI. Da quella di Daniele DE MALDÈ, coordinatore dell’evento, intervenuto su “IL TRATTAMENTO ORTESICO DELLE SCOLIOSI IDIOPATICHE” all’ing. Luca LUCIBELLO su SISTEMI DI POSTURA: ELEMENTI E CONFRONTI fino al dott. Francesco MATTOGNO intervenuto su IL TRATTAMENTO ORTESTICO DELLE SCOLIOSI NEUROGENE. Sponsorizzato da ITOP, HUMANA, PLASMON e MELLIN, con il patrocinio dell’Azienda Sanitaria Provinciale, il Comune di Rossano, la Federazione Italiana Medici Pediatri e la Regione Calabria, l’evento promosso dal sodalizio presieduto da Lorenzo NOTARISTEFANO e con il sostegno del provider ECOM – Servizi integrati per l’azienda ha riscosso un notevole successo di iscrizioni. Dalla Calabria, ma anche dalle altre regioni. – (Fonte: MONTESANTO SAS – Comunicazione & Lobbying).

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