DAL “SEME SELVAGGIO” NASCE UN URLO POTENTE CONTRO LA VIOLENZA: PRESENTATO IL CORTOMETRAGGIO TRATTO DALLA POESIA DI ALESSANDRA PERZIANO

UNA FERITA CHE DIVENTA ARTE, UNA VOCE CHE ROMPE IL SILENZIO: “SEME SELVAGGIO” SI TRASFORMA IN UN GRIDO CONTRO LA VIOLENZA

Frame del cortometraggio "Seme Selvaggio"

Antonio Loiacono

C’era qualcosa di più del semplice “calore” in vico Calojro e non era solo quello dell’aria di fine maggio. Era il calore umano, quello che si accende quando l’arte si fa voce, quando la poesia si fa carne, e quando una comunità si raccoglie attorno a un messaggio forte, doloroso ma necessario: dire basta alla violenza di genere.

È stato proprio in quel piccolo angolo di Crotone, trasformato per una sera in un cuore pulsante di cultura e consapevolezza, che ha preso vita la presentazione ufficiale del cortometraggio ispirato alla poesia Seme Selvaggio di Alessandra Perziano, pubblicata sulle pagine della raccolta Inchiostro Imperfetto, della stessa poetessa.

Un’opera cruda, intensa, vera, che racconta senza filtri il trauma di uno stupro e la brutalità del branco che “divora la carne” della vittima. Ma ieri, quella lirica, è rinata. Ha cambiato pelle. Si è fatta musica, immagine, movimento e voce — ed è diventata un progetto artistico completo, emozionante e potente, capace di scuotere le coscienze.

A dare anima sonora a questi versi è stata Valentina Carvelli, voce del gruppo Astiokena, che ha trasformato il dolore in canto. La sua interpretazione ha stregato la platea: la sua voce, profonda e vibrante, ha saputo trasportare il pubblico in un viaggio emotivo, sospeso tra fragilità e denuncia. Ogni nota, ogni respiro, ogni pausa ha restituito dignità a una ferita che, troppo spesso, resta invisibile.

Emozionatissima la poetessa Alessandra Perziano, che ha assistito alla metamorfosi del suo “Seme Selvaggio” da parola scritta a racconto audiovisivo:

“È come vedere la mia creatura rinascere, con occhi e voce nuova” — ha detto commossa — “mai avrei pensato che quei versi, nati nel silenzio della carta, potessero prendere forma in una dimensione così potente, così viva. È stato come rivivere ogni parola, ma stavolta con il battito dei cuori del pubblico intorno.”

La regia di Fabio Mancuso della CineIsola Production, attenta e rispettosa, ha evitato ogni sensazionalismo per lasciare spazio all’autenticità. L’interpretazione intensa e dolente dell’attrice Olga Poljanskaja ha dato corpo e volto al dolore della protagonista, mentre le coreografie di Maria Grazia Stillitano e Francesca Grendene e le ballerine de La Isla Academy ASD, hanno trasformato il trauma in movimento, in danza, in energia muta ma esplosiva.

Fondamentali anche la fotografia curata da Carmela Curcio e il montaggio di Aldo Basile, che con un sapiente uso del colore e della luce hanno costruito un’atmosfera sospesa tra buio e speranza, tra violenza e resistenza.

Il pubblico presente presso la Società Dante Alighieri di Crotone ha risposto con un lungo, sentito applauso. Non si è trattato solo di assistere a una proiezione, ma di partecipare a un rituale collettivo di consapevolezza.

E così, in via Calojro, la poesia si è fatta fuoco. Un fuoco che scalda, che illumina, che consuma le ombre del silenzio.
Perché dal Seme Selvaggio, oggi, nasce un grido che nessuno può più ignorare.

Un momento della serata

 

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