CORIGLIANO ROSSANO “Siamo ancora ai nastri di partenza”

di Enrico  Iemboli


Dopo l’elezione del consiglio comunale e dell’attuale sindaco avvenuta il 19 maggio 2019, si è responsabilmente lasciato loro il tempo necessario per prendere conoscenza dell’esistente per potere in seguito vederli impegnati a realizzare il programma presentato in campagna elettorale che, approvato a maggioranza dalla pubblica assise, ricordo a me stesso, prevedeva :

– dare alla istituita città di Corigliano Rossano un nuovo assetto istituzionale con fondamenta  amministrative solide ed una efficiente macchina comunale;

– eliminare i campanili, eliminare i doppi uffici, creare una serie di palazzi (del governo della città, palazzo delle finanze, palazzo dell’assetto del territorio, palazzo dei servizi alla persona, ecc. );

– eliminare le urgenze in modo da costruire una città normale risolvendo problemi annosi come l’erogazione dell’acqua potabile, un nuovo sistema depurativo, nonché organizzare lo sviluppo urbanistico della nuova città;

– definire entro un anno il problema della Centrale Termoelettrica dell’Enel o con una riconversione sostenibile aderente alle vocazioni locali  (turismo e agricoltura) oppure con lo smantellamento e la bonifica del terreno e la riconversione dell’intera area;

– fare diventare una risorsa importante il Porto con la costruzione di una panchina crocieristica e con interventi di messa in sicurezza;

– incentivare la piccola e media pesca  sbloccando le pratiche di alaggio e varo ed utilizzare il progetto del piano regolatore portuale, pronti a costruirne uno nuovo in caso di necessità;

– favorire la mobilità delle due aree urbane con un idoneo “trasporto pubblico locale” e per il quale subito dopo la loro elezione avevano dato incarico a progettisti e stilato una convenzione con la Università della Calabria;

– intervenire per la difesa del suolo e per la valutazione del dissesto idrogeologico;

– valorizzare i marcatori identitari del territorio e la contemporanea valorizzazione delle risorse locali dal punto di vista agroalimentare;

– intervenire per lo sviluppo del turismo, della piccola pesca, della cultura e tante altre iniziative finalizzate a fare apprezzare la nuova grande città e farla diventare punto di riferimento dell’intera fascia Jonica oltre che portarla all’attenzione del resto della Calabria e sul territorio nazionale.

Un programma di ampio respiro, meritevole di apprezzamento, non sufficiente ma utile per iniziare ad amministrare una nuova fase storica.

Purtroppo, dopo oltre anno e mezzo, le intenzioni sono rimaste sulla carta, ai cittadini non è arrivato nessun segnale di “svolta” e in loro ormai prevale la delusione, l’amarezza e la rassegnazione.

La storia dimostra che non basta la sola volontà, non sono sufficienti le eventuali qualità di un solo uomo, c’è bisogno di un rapporto positivo di squadra, di confronto e di ricerca di nuove idee, di un progetto, di una visione. Una pubblica amministrazione diventa credibile attraverso la sua azione di governo, purtroppo fatti e interventi significanti e di qualità non se ne sono visti nella città, che, è convinzione dei cittadini, cammina in seconda fila rispetto alle altre e stenta a qualificarsi nella sfida con il futuro.

Poco riconoscimento le è stato tributato, scarsa l’attenzione ed è evidente che c’è difficoltà a saperla rappresentare ai tavoli delle sedi che “contano”.

La fusione ci ha regalato la terza città della Calabria ma su di essa non si è ancora stati capaci di costruire nulla, forse il capitano di questa nave non ha fiutato fino ad ora i venti favorevoli che possono farla andare veloce verso orizzonti lontani e ricchi approdi.

E’ vero che alcuni benefici  la città è riuscita ad averli, ma per “attrazione naturale” non certamente per l’azione della amministrazione comunale.

E’ stato per la sua dimensione demografica di circa 80 mila abitanti che la Direzione dell’Inps non  è stata trasferita e che grazie al suo attuale presidente Tridico è stata elevata a sede provinciale; se la sede della Polizia di Stato è stata elevata al rango amministrativo superiore; se la città Corigliano Rossano è diventata sede di collegio uninominale sia alla Camera che al Senato (finalmente siamo staccati da Crotone che è stata inglobata con noi) .

Sono alcuni dei segnali che lo Stato ha riconosciuto alla neonata città.

Purtroppo mancano tante altre cose e per averle dipende dalla capacità dei politici locali e del governo cittadino; tutti devono impegnarsi ad affrontare le sfide che richiedono i complessi problemi per i quali si sono candidati, tutti devono impegnarsi per dotare la nuova  grande città delle strutture e degli uffici che competono ad una realtà come la nostra, ne cito solo alcuni ad esempio: il tribunale e alcune facoltà universitarie.

L’amministrazione comunale ed in primis il Sindaco, sa che queste sono le risposte che i suoi amministrati aspettano e per esse deve battersi, sapendo che non è il momento di proseguire il percorso del governo cittadino  in modo solitario, ma, pur conservando le sue prerogative decisionali che il ruolo gli attribuisce, avvalersi delle risorse sociali, produttive ed intellettuali, capaci di dare il loro disinteressato contributo per l’interesse generale.

La città di Corigliano Rossano deve essere una delle prime non solo per dimensione demografica ma anche per la crescita e lo sviluppo da costruire.

Non si può più rinviare né deludere, c’è chi ancora spera di non rimanere ai nastri di partenza..

F.to Enrico Iemboli

Già sindaco

Già componente Comitato 100 A

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